SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non solo Poru. Sinistra Ecologia e Libertà e Socialisti alzano la voce anche per come il Partito Democratico sta affrontando il tema delle alleanze in vista del voto del 2016.

“La scelta del candidato sindaco non può essere il mero frutto del dibattito interno del Pd, o per meglio dire della lotta più o meno feroce tra le tante correnti che lo compongono. Se il centrosinistra continuerà sulla strada sulla quale si sta incamminando, il candidato sindaco sarà unicamente chi riuscirà ad uscire indenne o meno malconcio dall’ennesima guerra tra le varie tribù che popolano il territorio democratico cittadino”.

Per i vendoliani, le primarie “non appaiono più come un momento alto di partecipazione democratica, ma il campo di battaglia migliore per tutti per schierare le proprie truppe e combattersi senza esclusione di colpi”. Il timore è che restino caduti e feriti sul campo, oltre a desideri di vendetta e rivalsa da parte degli sconfitti che potrebbero compromettere l’esito della campagna elettorale vera e propria.

Occorre fermarsi a riflettere – aggiunge il Circolo Angelo Vassallo – resettare tutto quanto fatto fino ad oggi, compresi regolamenti, candidature, autocandidature, sondaggi, e costruire un reale percorso tra le forze politiche che consenta la scelta di un candidato veramente condiviso. Ma sopratutto aprirsi e guardarsi intorno. Ci sembra impossibile che nella composita società politica e civile sambenedettese non sia individuabile una figura che per le qualità personali e politiche, per la sua visione della città, per la capacità di comprendere le problematiche e di costruire soluzioni progettuali, sia in grado di suscitare entusiasmi, liberare energie, coinvolgere i cittadini e guidare, con l’apporto ed il riconoscimento di tutti, il centrosinistra di nuovo al governo della città”.

Intanto, sabato mattina si è svolta la prima riunione di Uniti per San Benedetto. Tra i presenti le delegazioni di Socialisti, Verdi e Idv. C’erano pure alcune civiche, Marco Curzi in rappresentanza dei Popolari e Domenico Pellei e Amedeo Ciccanti per l’Udc.

L’obiettivo è arrivare alla definizione di un programma da sottoporre successivamente al Partito Democratico. “Come Socialisti ci auguriamo egoisticamente che si presentino alle primarie con tanti candidati”, dice il segretario Umberto Pasquali. “Ciò ci permetterebbe di inserirci con una nostra figura e magari di poter vincere. Tuttavia, vorremmo un Pd che si accordi per un candidato e sappia fare squadra senza più beghe interne. Solo così si potranno portare avanti i progetti e recuperare le cose lasciate per strada in questi anni”.

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