SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I problemi economici nel Pd di San Benedetto esistono, ma vengono definiti “non drammatici” dal tesoriere Vittoriano Capretti.

La situazione di disagio verrà affrontata dall’Unione Comunale martedì sera. Per Capretti “le cifre non sono preoccupanti, dal momento che siamo all’inizio del rosso”. Tuttavia, la spia si è accesa e non si può ignorare. “Pensiamo di poter rientrare con un po’ di sacrificio – prosegue il tesoriere – un tempo dei soldi arrivavano dalle società partecipate; i funzionari giravano una quota dello stipendio. Con le presidenze assegnate ai dirigenti comunali questa entrata è scomparsa”.

Non bastano gli incassi derivanti da una quota delle tessere e da una parte prelevata dai compensi di sindaco, assessori e consiglieri comunali (pari al 10% del totale). Capretti fa inoltre notare come sia venuto a mancare nel tempo il sostegno di Emili e Pezzuoli (estromessi dal partito e finiti nel gruppo misto) e il supporto di un assessore, Urbinati, dimissionario per via della candidatura in Regione e mai rimpiazzato da Gaspari.

A gennaio il Pd fu costretto a rinunciare alla sede di Via Balilla, non di proprietà come quella di Porto d’Ascoli. “L’ipotesi di chiusura della sezione di Via Damiano Chiesa esiste, nessuno però vuole percorrerla. Cercheremo di trovare soluzioni per rimetterci in sesto”.

Il partito chiederà probabilmente un sostegno agli iscritti, magari attraverso l’organizzazione di cene di partito. Senza dimenticare l’appuntamento delle primarie previsto per dicembre, con il contributo di partecipazione (in genere di 2 euro) che potrebbe innalzarsi.

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