SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Regole delle primarie e non solo. L’Unione Comunale del Pd, prevista per martedì 29 settembre, discuterà anche della situazione economica del partito.

Occhi puntati sulla sede di Porto d’Ascoli, che rischia di chiudere così come accaduto alla sezione di Via Balilla, lo scorso gennaio.

Pure la struttura di Via Damiano Chiesa è in affitto e a metà settembre le mensilità arretrate da pagare erano due. La volontà è ovviamente quella di resistere, soprattutto alla vigilia di fondamentali appuntamenti elettorali. Ecco allora che si potrebbe ricorrere al contributo economico da parte degli iscritti.

Evidentemente, non sono sufficienti gli incassi derivanti da una quota delle tessere (circa il 30% del totale) e da una parte prelevata dai compensi di sindaco e assessori, pari al 10%. Qualora chiudesse, al Pd rimarrebbe comunque il quartier generale di Via Manara, stavolta di proprietà.

Martedì però si parlerà soprattutto di elezioni. Sabrina Gregori farà il punto sugli incontri avvenuti con i possibili alleati e butterà giù una bozza di regolamento per le consultazioni di dicembre.

La segreteria chiederà di ridurre il numero dei candidati alle primarie, attraverso l’innalzamento del quorum delle firme necessarie per la partecipazione alla gara. Un’ipotesi criticata da renziani, minoranza e dal segretario provinciale Di Francesco, oltre che in contrasto con le direttive dello statuto nazionale. Se si finisse ai voti, la segreteria si imporrebbe senza problemi, ma a quel punto si andrebbe ad un muro contro muro dalle conseguenze irreversibili per il centrosinistra.

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