SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo slogan sarà discontinuità. Discontinuità con dieci anni di giunta Gaspari. L’annuncio della terza discesa in campo di Paolo Perazzoli è sempre più vicino, anche se arriverà solo una volta ultimato il sondaggio telefonico tra i sambenedettesi.

Lui sta fiutando l’aria da mesi, dentro e fuori il Partito Democratico. La convinzione è che serva una netta rottura con il recente passato per non regalare la città al centrodestra o al Movimento Cinque Stelle.

Se Margherita Sorge rappresenta la prosecuzione dell’era ‘gaspariana’, “rinnovamento” sarà invece il motto dei renziani. Perazzoli opterà per la strada dell’esperienza, sapendo bene che la lunga carriera politica alle spalle potrebbe giocargli a sfavore.

Entrato in Consiglio Comunale nel 1978, Perazzoli ottenne ininterrottamente la conferma fino al 1992. Vicesindaco dal 1987 al 1990, divenne primo cittadino nel 1993, rimanendo in Municipio fino al 2001.

Dopo la mancata elezione alla Camera dei Deputati, fu nominato segretario regionale della Confesercenti delle Marche e successivamente segretario dello stesso ente per la provincia di Ascoli Piceno. Infine, nel 2010 la promozione in consiglio regionale, dove è rimasto fino alla passata primavera.

Quasi quarant’anni sulla cresta dell’onda ed un finale ancora tutto da scrivere. Chi gli sta intorno garantisce che, qualora si candidasse, Perazzoli ragionerebbe in un’ottica quinquennale, per motivi prettamente anagrafici. Nessuna ipotesi di bis nel 2021, quando verrebbero lanciati volti nuovi da far maturare nel lustro a venire.

Perazzoli gode dell’approvazione dei renziani, che lo sosterranno in caso di eventuale ballottaggio con la Sorge o di mancata partecipazione di Tonino Capriotti alle primarie. Ma per ora meglio rimarcare le distanze, per non indispettire l’ala dei rottamatori.

Il direttivo del Pd si riunirà domenica. La segretaria Gregori dovrebbe presentare la bozza del regolamento delle consultazioni. La minoranza cercherà di far cadere i paletti sul fronte del numero di firme necessario per la presentazione delle mozioni e tenterà di allargare la partecipazione al voto.

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