SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I vertici del Pd si augurano primarie a due, almeno sul fronte democratico. Potrebbero essere al contrario consultazioni affollatissime, con addirittura cinque candidati.

Ad augurarsi l’aumento dei contendenti sono in primis i renziani, decisi a far correre un loro esponente di riferimento. Appoggiare Paolo Perazzoli al momento non è possibile, né consigliabile. Il popolo dei rottamatori non comprenderebbe il sostegno all’ex sindaco, di nuovo in campo per la terza volta. Non proprio l’emblema del rinnovamento.

Il nome che uscirà dalle riunioni (la prima mercoledì sera) parteciperà alle primarie. Qualora l’esito non fosse positivo, i renziani si giocherebbero tutto nella fase successiva, appoggiando lo stesso Perazzoli contro Margherita Sorge. L’obiettivo è quindi evitare il raggiungimento del 50%+1, quota che annullerebbe l’ipotesi di ballottaggio.

Così facendo, la corrente del premier eviterebbe imbarazzi, dal momento che il ticket con Perazzoli verrebbe siglato solo in una condizione di aut-aut. Tuttavia, non esiste ancora un regolamento che preveda l’esistenza del secondo turno e le strategie di oggi rischiano di essere azzerate domani.

Ragionano come i renziani pure i Socialisti, che puntano a lanciare l’assessore Sestri in collaborazione con Verdi e quel che resta dell’Idv. “Leo è a disposizione, sarebbe lui il candidato, è il nostro personaggio di punta. Se il Pd trovasse un candidato unico sarebbe impossibile ribaltare i pronostici. Se invece si frazionasse esisterebbero concrete possibilità di giocarsela. Molto dipenderà da quello che faranno loro, aspettiamo un incontro”.

C’è poi l’Udc, a cui la segretaria Pd Sabrina Gregori ha ufficialmente strizzato l’occhio anche a costo di perdere per strada Sinistra Ecologia e Libertà.
I centristi non intendono più restare nella terra di mezzo. Essere l’ago della bilancia non ha pagato, meglio allora accasarsi nel centrosinistra. Il prossimo weekend l’Udc si ritroverà alla festa nazionale di San Giovanni Rotondo e non più tardi della prossima settimana la delegazione sambenedettese detterà la propria linea politica. Non è escluso che Domenico Pellei si butti nella mischia.

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