SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A seguito di una lunga, complessa e prolungata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno (per altro ancora in corso) condotta dai Carabinieri del  Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, in collaborazione con il Nucleo Tpc di Venezia e unitamente ad altri Reparti Territoriali del Comando Provinciale Carabinieri di Ascoli Piceno, è stato rinvenuto, presso un antiquario di San Benedetto del Tronto, un dipinto olio su tela di cui non si conosce l’autore delle dimensioni 90 X 75 databile tra il XVI e il XVII secolo, risultato oggetto di un furto avvenuto più di 25 anni fa .

Il dipinto si trovava esposto in un altare della chiesa dei Santi Pietro e Paolo situata nella frazione Gabbiano del Comune di Comunanza. Ignoti lo rubarono nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1990. Il quadro in questione per tutti gli abitanti della frazione era conosciuto come “Madonna delle Grazie” e nonostante il furto fosse avvenuto già da diverso tempo, la memoria e la speranza della piccola comunità di tornare in possesso della loro “Madonna” non era stata mai offuscata dal trascorrere degli anni. Anzi i fedeli della piccola comunità coltivavano la speranza di  un possibile ritrovamento della sacra figura a cui erano legati da sentimenti di profonda devozione.

Il quadro, nel verosimile tentativo di ostacolarne l’individuazione, era stato in parte  modificato ma nonostante ciò si è riusciti  a ricondurlo senza alcun dubbio allo stesso che era stato rubato nel 1990. Pertanto l’Autorità Giudiziaria di Ascoli ha disposto la restituzione del dipinto agli aventi diritto.

Il quadro, l’8 settembre alle 10, sarà formalmente messo a disposizione della diocesi di Fermo (che ha competenza sulla chiesa dove è stato consumato il furto) nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso la sede del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona.

Oltre al quadro in questione sono stati sequestrati altri dipinti e oggetti chiesastici, alcuni dei quali riconducibili a chiese del Fermano e dell’Ascolano e sui quali sono in corso approfondimenti investigativi .

Allo stato attuale delle indagini ci sono sette indagati, ma come detto in precedenza le indagini sono in corso e non si esclude che tale numero possa crescere o che la vicenda possa portare ad ulteriori novità. Infatti le indagini, oltre alle Marche,  si stanno spostando in varie regioni d’Italia quali: Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo e Puglia.

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