SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ad oggi non c’è un nome, né tantomeno è stato deciso il procedimento per individuarlo. Ma nel Movimento Cinque Stelle una novità si registra comunque: la riapertura di diversi militanti a Riego Gambini, fuori dai giochi da quando nel 2013 rassegnò le dimissioni da consigliere comunale.

Per i grillini il sindaco non dovrà essere altro che un portavoce dell’intera cittadinanza, quindi un nome vale l’altro. Le decisioni di un ipotetico amministratore pentastellato rimarrebbero collegiali e figlie di un costante dibattito. Occorrerà però individuare una figura empatica capace di attrarre l’elettorato.

Motivo per cui torna in campo il profilo di Gambini, in lizza assieme a Giovanni Marucci e Laura Ciabattoni. Fuori dai giochi ovviamente Peppe Giorgini – attualmente consigliere a Palazzo Raffaello – che non potrebbe rientrare in partita in caso di improbabili dimissioni, in virtù delle regole contenute nello statuto.

Lo stesso statuto impedì a Gambini di candidarsi alle Regionali per aver mollato anzitempo il mandato in assise. “Fui ritenuto un furbo e non mi sono mai sentito tale – dice lui – nel Movimento a volte c’è un atteggiamento schizofrenico. Le mie dimissioni non erano politiche, ma di carattere personale. Sono stato giudicato malamente, ho accettato tutto in silenzio. Ho lasciato nel momento in cui mi sono accorto di essere un oggetto fuori posto”.

Oggi i grillini ammettono che la questione Gambini è “complicata” e, di conseguenza, si può ridiscutere. Tuttavia, c’è un altro veto che metterebbe i bastoni tra le ruote all’ex consigliere: “Probabilmente mi dovrò trasferire a Monteprandone e nel Movimento c’è una regola che impone di essere residenti del luogo nel quale ci si vuole candidare. Ho già subito una sentenza, non vorrei subirne ancora, non lo merito. Con molti attivisti c’è un’amicizia e una stima incommensurabile. Il mio desiderio di essere attivo c’è, ma senza persone con cui condividere certe battaglie con lealtà e coraggio non tornerò in campo”.

Gambini non nega di desiderare un’esperienza a capo del Municipio: “Sono figlio di questo territorio, certo che mi piacerebbe fare il sindaco. Ma voglio essere economicamente indipendente dalla politica, voglio vivere delle mie risorse. Se me lo potrò permettere ci penserò. Una carriera politica di un normale cittadino implica sacrifici. La politica non sarà mai la soluzione a miei eventuali problemi”.

I Cinque Stelle si riuniranno il prossimo 20 settembre per un faccia a faccia con i cinque consiglieri regionali eletti ad Ancona. Seguiranno altri incontri a livello locale per cominciare a buttare giù un programma che somiglierà molto a quello del 2011. Restano invece i dubbi sui metodi di nomina del candidato. Scartate le consultazioni on-line (impossibile certificare quali votanti siano residenti a San Benedetto), non si esclude lo svolgimento di tradizionali primarie in piazza. Il nome dovrà necessariamente uscire entro gli inizi di ottobre.

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