Scrivere seduti comodamente su una scrivania a proposito di una ennesima tragedia di questa portata, me ne rendo conto, è un atto di viltà. Chiedo perdono alle vittime innocenti perché agisco, ancora una volta, solo per commentare. Sono un vile, anche io.

Qualche mese fa scrivevo delle povere vittime innocenti del nostro mare: non c’erano fotografie o immagini tali da spiegare una continua tragedia che poteva essere soltanto raccontata, e quindi più facilmente rimossa.

Ora abbiamo l’immagine.

Nulla di più tremendo poteva essere pensato.

Possiamo piangere tutti, e dobbiamo piangere tutti: colpevoli o meno, il pianto è l’unico gesto umano che ci è concesso. Per questo ho deciso di adoperare una di quelle immagini terribili (ma non la più dura), seppure io stesso tenti di non guardarla.

Ma al dolore non si può fuggire. Non si deve.

Che questi angeli ci perdonino. Colpevoli o meno, chiediamo solo perdono.

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