SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come promesso ecco a voi una lunga intervista a Franco Fedeli. L’ho ritenuta necessaria perché, dopo i tanti elogi che ha ricevuto da più parti, conoscere meglio il 42° presidente della nostra storia calcistica era un obbligo. 

Buon pomeriggio presidente, iniziamo dalla domanda che vale… un campionato: l’ammissione in Lega Pro a che punto è? Nell’attesa lei ha già impegnato quasi un milione di euro per raggiungere l’obiettivo. Se poi aggiugiamo i costi di gestione la cifra cresce ancora…

“Ho speso finora 500 mila euro circa tra saldo dell’altro allenatore, acquisto della società e 100 mila per mettere lo sponsor sulle maglie della Samb, avrei potuto cercarne un altro ma così sento la squadra più mia”

Significa anche che non vuole “intralci” visto che per la prima volta ha una società tutta sua e può decidere tutto da solo. Ho parlato di un milione perché tanto sarebbe con l’ammissione in Lega Pro che non mi sento di escludere anzi ho da marzo sensazioni stranissime e positive in questo senso.

“Ha ragione sulla cifra in caso di ammissione nella categoria superiore. Io ho fatto tutto per raggiungere l’obiettivo e ieri mi è arrivato un segnale forse importante: dirigenti della Lega Pro mi hanno chiesto di ratificare davanti ad un notaio il versamento della fidejussione e i 110 mila euro per l’iscrizione. Adempimento che mi sono precipitato a fare in mattinata (ieri 19 agosto). La stessa fidejussione ho dovuto garantirla presso la mia banca che l’ha certificata alla Lega. Insomma siamo pronti ma non mi illudo perché in graduatoria non siamo tra le prime posizioni . E se le altre società hanno fatto le cose per bene non c’è spazio per noi. Visto però che mi hanno chiesto informazioni più precise, sperare si può“

(Le parole di Franco Fedeli mi hanno fatto tornare in mente i play off giocati con leggerezza, quasi a perdere, e il rammarico che soltanto io e pochissimi altri eravamo convinti che servissero, subendo anche qualche offesa da lettori che mi davano del visionario. Lettori che ora nei commenti non accennano più a quell’argomento. Una mia convinzione quella di  i play off gettati nell’immondizia che proprio ieri sera, ha avuto conferme quasi certe da due personaggi lontani e vicini alla Samb. Il primo mi ha detto che per scoprire eventuali colpevoli devo indagare su miei concittadini, l’altro mi ha detto che, ad un certo punto del campionato, Paolucci ha rivelato ad un suo amico che era stato costretto a rinunciare a giocatori importanti che hanno penalizzato il cammino della squadra nella parte finale del torneo. Scusate la lunga parentesi ma le mie scarpe sono ancora piene di sassolini. Ndd)

Ripescaggio o no io credo che più di un altro anno in serie D non possa permetterselo, aspetto economico a parte…

“Sono d’accordo con lei, lo riterrei un vero fallimento per cui o vinciamo il prossimo campionato di serie D o vinciamo il prossimo campionato di serie D. Non vedo alternative. Il progetto è quello di arrivare subito o fra un anno tra i Pro poi due anni di assestamento prima di provare a far tornare la Samb dove è stata per tantissimi anni. Insomma ci sono tutte le premesse per andare dove pensano i tifosi. Qui c’è tutto. Lo stadio (che sto sistemando anche se, purtroppo, ogni tanto escono spese nuove), un entusiasmo straripante, una storia incredibile. Sono convinto di aver scelto la città giusta”

Non mi sembra un imprenditore che amministra un’azienda (tale è la Samb) con superficialità. Avrà sicuramente un budget che non vorrà sforare.

“Assolutamente sì. Quando ero alla Ternana non ho voluto fare il presidente ma ho scelto il ruolo di amministratore perché per me i conti devono essere sempre in ordine e trasparenti. Ai dipendenti che ho trovato qui ho parlato molto chiaramente: voglio sapere quanto mi costano con la massima esattezza. Solo così è possibile rispettare il budget stabilito senza sorprese di sorta. Ho chiesto al segretario che mi facesse il quadro della situazione poi deciderò io come comportarmi di conseguenza. Insomma non voglio sorprese o spese non preventivate”

Credo che sia uno dei segreti del suo successo. A proposito del tifo, a quale squadra assomiglia la Samb?

“All’Ancona no mentre si avvicina, direi che è simile, all’ambiente di Perugia e Terni.

Per noi è un onore visto che siamo una piccola località, anche se in serie B siamo saliti prima noi… 

“Non ero mai stato a San Benedetto, ho trovato una città bellissima. Sono stato a parlare con il sindaco e mi sono complimentato”

Lei ha vinto poco ma non è stato mai proprietario al 100% di una società di calcio. Può starci come motivazione. Se sì, perché?

È vero che è la prima volta che ho una società tutta mia, non mi era mai capitato. Quello che accadrà in questa mia nuova posizione non lo so ma non è vero che ho vinto poco. Chi l’ha detto? Con la Ternana siamo saliti dalla serie D in C1 dove abbiamo perso la finale all’ultimo momento contro la Fermana. Poi dopo il fallimento che altri hanno causato siamo stati ripescati in C2. Magari anche perché la nuova società era sana. Con il Perugia abbiamo vinto subito il campionato, con l’Arezzo siamo saliti in C1, con l’Ancona abbiamo fatto quanto era possibile. Anche se in effetti avrei voluto fare di più. Dopo varie esperienze adesso sono solo al timone di una società importante. In precedenza sono arrivato nelle varie società come supporto economico, questa è la prima volta che inizio un’avventura così bella, in altre parti ho sempre trovato tutto fatto. Speriamo che la mia scelta sia di buon auspicio. Si tratta quasi di una sfida che voglio vincere qui a San Benedetto del Tronto”

Le persone che la conoscono la descrivono come una persona onesta, un imprenditore e lavoratore che da solo ha creato un impero, un dirigente sportivo capace ma con un carattere particolare, diciamo un caratteraccio. Per quel poco che la conosco le sue sfumature caratteriali sono più positive di tutte le sue altre doti, per esempio non mi sembra bugiardo e tanto meno ipocrita…

“Io dico sempre quello che penso, se un giocatore ha giocato male lo dico e basta (ce ne siamo accorti nell’uscita di Cascia Ndr). È contro la mia natura usare compromessi o giochi di parole. Caratteraccio significa un’altra cosa, io infatti ritengo un pregio il mio modo di agire. A proposito delle bugie, si sa che hanno le gambe corte quindi perché dirle se poi ti scoprono. Poi alla mia età non posso tornare indietro”

Lei ha fatto quello che io chiedo da anni a tutti i pretendenti alla presidenza della Samb, per ricevere bisogna prima dare. Cosa si aspetta…

“Ha ragione . Quello che mi aspetto dai miei tesserati è un comportamento leale e serio. Se vieni alla Samb e mi chiedi una certa cifra, se te la do poi mi aspetto il corrispettivo sul campo da gioco. Dalla città mi aspetto semplicemente lo stadio pieno anche se siamo noi a dovercelo meritare. Mi aspetto come è successo a Terni che giovani cresciuti con noi arrivino in alto, in serie A e perché no in Nazionale. Mi appaga moltissimo, la ritengo una grandissima soddisfazione, forse la più grande. Non voglio tornare a casa con il magone come mi è capitato quando stavo in Ancona, che è ancora più lontana di San Benedetto. Tornare con una sconfitta è dura. Il mio sogno l’ho già detto: andare in Lega Pro poi prendere le misure per salire ancora.

Io mi riferivo anche a quello che si aspetta dalla città…

“Che ci seguano sempre con passione. Già ce n’è parecchia vorrei contribuire a farla crescere visto che io sono sanguigno come e più di loro”

Invece dalla politica cosa si aspetta?

“Niente, la politica non mi interessa. Non chiedo di ricevere per quello che faccio economicamente per la Samb, se ho dato cinque non pretendo di riavere cinque o dieci. Li ho spesi e basta, per me sono già persi, Persi in senso buono naturalmente. Adesso nessuno compra più società di calcio che resta una passione ma bisogna rimetterci meno possibile. Se l’ho acquistata è perché qualche piccola possibilità credo di averla, altrimenti sarei rimasto a casa”

FINE PRIMA PARTE

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