SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In seguito ad una segnalazione da parte di alcuni cittadini della presenza di una macchia scura e maleodorante nell’alveo del torrente Ragnola, gli agenti del servizio tutela ambientale della Polizia Municipale coadiuvati da operai della Ciip, di Picenambiente e dalla Capitaneria di Porto si sono subito attivati per risolvere la situazione nella giornata di domenica 16 agosto e completato l’intervento di risanamento nella giornata di lunedì 17.

La Ciip ha effettuato verifiche sul funzionamento degli scolmatori di piena dei sistemi fognari che, a causa delle piogge degli ultimi giorni, sono tracimati creando il fenomeno e insieme agli operatori di Picenambiente si sono occupati della pulizia della parte interessata del torrente cercando di evitare l’immissione in mare del materiale riversatosi nel Ragnola.

Contemporaneamente sono state effettuate analisi microbiologiche di fronte alla costa da parte dell’Arpam e alla foce da parte della C.I.A. LAB, la società specializzata in analisi ambientali che collabora con il Comune di San Benedetto del Tronto.

Si è trattato di una procedura di emergenza prevista dal Protocollo d’Intesa stipulato due anni fa tra i Comuni di San Benedetto, Monteprandone e Acquaviva, Ciip, Ato, Consorzio di Bonifica, Picenambiente e Arpam e finalizzato, durante tutto l’anno, ad effettuare una serie di azioni strategiche per il risanamento delle acque superficiali ed il ripristino delle condizioni territoriali adeguate alla prevenzione del rischio idraulico e di dissesto idrogeologico, nonché alla riqualificazione dell’ecosistema del demanio idrico.

“Grazie al protocollo – dichiara l’assessore all’ambiente Paolo Canducci – siamo riusciti ad intervenire dando una risposta celere alla problematica creatasi. Ancora una volta la sinergia tra soggetti deputati alla tutela ambientale dimostra la sua bontà in caso di emergenza e sta portando ottimi risultati sul fronte del monitoraggio costante degli scarichi dei depuratori, della manutenzione dei fossi e dei controlli lungo tutto il corso dei torrenti Albula, Ragnola e fosso collettore”.

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