MARTINSICURO – Mercoledì 19 agosto 2015, alle ore 17.30, sarà inaugurato ufficialmente lo stabilimento balneare pilota “La Rosa Blu” – Adriatico Handisport 2000 di Anffas Onlus Martinsicuro.

Si tratta di un evento di portata storica a livello regionale e nazionale poiché lo stabilimento balneare è stato realizzato con caratteristiche di altissima accessibilità che consentono alle persone con disabilità di poter usufruire di una vacanza senza barriere architettoniche e visive e con mezzi adeguati per effettuare bagni in mare. La struttura prefabbricata è accessibile dal parcheggio pubblico del Lungomare fino alla battigia. Tutti i servizi igienici, gli spogliatoi e le docce sono adeguati alle necessità delle persone con disabilità. Il bar è dotato di bancone ad altezza di persone sedute su sedia a ruote. Ampie passerelle consentono l’accesso agli ombrelloni, dotati a loro volta di piazzole di servizio, e l’accesso al mare. Sedie con ruote di alluminio sono a disposizione delle persone con disabilità per il transito sulla spiaggia e l’accesso in acqua. Bagnini e personale dedicato sono a disposizione per le necessità degli utenti nell’arco dell’intera giornata.

La struttura, realizzata in legno naturale dall’azienda leader Rubner Holzbau di Bressanone, è dotata di impianto solare e fotovoltaico per il risparmio energetico, di impianto di raccolta delle acque meteoriche per il risparmio idrico. Inoltre, è stata salvaguardato un cordone dunale naturale che ospita rare piante della flora costiera e la nidificazione del fratino, tipico uccello delle spiagge. La microarea dunale svolge una funzione antierosiva dell’arenile antistante.

Accanto alle figure professionali che lavorano nella struttura, sarà attuata l’inclusione lavorativa di giovani persone con disabilità nel servizio del bar e della cucina.
La struttura e i relativi impianti esterni rappresentano un esempio pilota a livello nazionale. Lo stabilimento balneare “La Rosa Blu” è stato presentato ad EXPO 2015, nel Padiglione Italia, il 5 agosto 2015.

Il progetto è stato finanziato dal Ministero degli Affari Sociali e dalla Fondazione Tercas di Teramo e condiviso dalla Giunta Regionale d’Abruzzo.

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