SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non solo ci avevano cancellato l’evento, ma abbiamo dovuto pure pagare l’occupazione del suolo pubblico”. Sono parole piene di rabbia quelle di Hector Ortega, ex allenatore della Sambenedettese e promotore di Que Rico, il festival della tradizione argentina andato in scena dal 6 al 10 agosto all’ex galoppatoio.

“Non so se ridere o piangere, sono senza parole. Non mi permetto di screditare le altre manifestazioni, però mi domando perché siamo stati trattati in questo modo. L’amministrazione comunale ha offeso noi, tutta la comunità sudamericana che ha partecipato e i tanti italiani che hanno vissuto in Argentina. Loro ci hanno detto di non mollare. A farci gioire sono stati i complimenti ricevuti e i riscontri positivi”.

Alta l’affluenza di pubblico nell’arco delle cinque serate, con quasi 2 mila chili di carne cotte, tra salsicce e pancia di vitello.

In un primo momento, Que Rico non era stato inserito nel cartellone di Scenaperta. “Abbiamo limitato l’uso indiscriminato dell’ex galoppatoio cercando di alzare la qualità”, disse il sindaco Gaspari senza comunque citare apertamente il Festival Argentino. Tuttavia, il riferimento apparve lampante agli organizzatori: “Il nostro evento era di qualità, non volevamo competere con nessuno, dato che la nostra offerta era strettamente legata all’Argentina”.

Ortega comunica che nessun esponente della giunta ha portato i saluti dell’amministrazione: “Meglio così, gli avrei chiuso la porta in faccia, non li avrei fatti entrare. Non ci hanno dato nemmeno un euro di finanziamento. Tre anni fa fu proprio il Comune a contattarmi. Il primo anno risposi di no, il secondo mi feci convincere. Ci dissero che puntavano sul gemellaggio con Mar del Plata, tanto che parteciparono esponenti dell’Ambasciata. Poi improvvisamente noti questo atteggiamento inspiegabile. E’ giusto che la gente sappia”.

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