SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Poche parole, tanta sostanza: “Non accetterò in alcun modo di essere personalmente e politicamente umiliata”. Lo dice Sabrina Gregori, nei giorni degli incontri e delle riunioni che dovrebbero portare ad un’ampia gestione del Partito Democratico in vista delle primarie per la scelta del candidato sindaco.

Condizionale d’obbligo, perché le parti ad oggi sono distantissime. “Io sono disponibile al dialogo con tutti – precisa la segretaria comunale – e a trovare tutte le soluzioni possibili per rasserenare il clima”.

La situazione è in una fase di stallo. Da una parte ci sono i renziani e i portodascolani che vogliono depotenziare la Gregori, dall’altra c’è la stessa segretaria che dopo essere uscita indenne dalle turbolenze delle scorse settimane non ha motivo di mollare la presa proprio ora.

Non a caso, nel Pd è forte la fazione di chi non intende cedere alle condizioni di contestatori che, oltretutto, non hanno mai avanzato una sfiducia ufficiale della segretaria nei luoghi preposti.

Il destino dell’Unione Comunale è strettamente legato alle future primarie. Secondo indiscrezioni, la Gregori vedrebbe di buon occhio la discesa in campo di Margherita Sorge. Nome per nulla gradito ai rottamatori e non solo.

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