MARITNSICURO – E’ scattato nella notte tra mercoledi 5 e giovedi 6 agosto il maxi-blitz sulle spiagge di Martinsicuro, condotto dalla locale capitaneria di Porto, che ha posto sotto sequestro oltre duemila articoli da mare, di cui almeno 700 ombrelloni.

All’operazione, iniziata intorno all’una, hanno preso parte anche i carabinieri, la polizia locale, incaricati del Comune e i volontari dell’associazione Carabinieri in pensione. In totale sono sei i chilometri di spiaggia passati al setaccio e sono stati rimossi ombrelloni, spiaggine, sdraie, sedie. Trovati, inoltre, diversi blocchi di cemento, usati come base per fissare al meglio gli ombrelloni e per i quali si è dovuto ricorrere all’utilizzo di ruspe per la rimozione. Molte delle attrezzature erano, inoltre, fissate con catene e lucchetti per evitare eventuali furti.

Tutta la merce è stata portata con l’ausilio di camion nel deposito comunale in attesa di essere smaltita in discarica.

“Questo è il secondo intervento – il commento dell’assessore al turismo Massimo Corsi – che viene fatto per far rispettare l’ordinanza che prevede che allo scendere della sera gli arenili di spiagge libere devono essere lasciate libere dalle attrezzature. Abbiamo ricevuto in municipio molte lamentele verso persone che hanno piantato l’ombrellone ad inizio stagione a ridosso della battigia senza mai toglierlo. Poi, il posizionamento anche di notte delle attrezzature non consente una pulizia adeguata della spiaggia in quanto da ostacolo ai mezzi meccanici. Ci sono regole e vanno rispettate.

Quello che fa capire la situazione in atto e che lo stesso giorno, tramite la fonica, avevamo invitato i bagnanti a lasciare libere le spiagge la sera. Un messaggio raccolto da pochi. Continueremo con questa linea e altri interventi del genere saranno fatti prima del termine della stagione balneare”.

Un pugno duro contro l’abusivismo che martedì mattina ha visto anche un blitz delle forze dell’ordine contro il commercio irregolare sulle spiagge. I militari hanno fermato diverse persone, la quasi totalità di origine asiatica. Identificati nell’operazione tre cittadini del Bangladesh che sono stati accompagnati in questura in quanto non in regola con il permesso di soggiorno.

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