SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era il 13 giugno scorso, non un secolo fa. Quel giorno rispuntò Gianluigi Scaltritti, promotore de “L’Albero”, progetto chiamato ad accogliere coloro che non si riconoscevano più negli ultimi dieci anni targati Gaspari.

Indovinate chi compariva nell’elenco degli aderenti? Il Nuovo Polo Sambenedettese, con il coordinatore Emanuele Bassetti che si arrabbiò quando in conferenza stampa venne messo in risalto il ruolo “ambiguo” di Marco Calvaresi in Consiglio.

Oggi l’atteggiamento ambiguo diventa appoggio alla luce del sole alla giunta del sindaco in carica, perché il Bilancio di Previsione è un documento politico e se lo approvi compi un atto politico, ancor prima che di (presunta) responsabilità.

Volendo tornare indietro di anni, di attacchi frontali di Calvaresi a Gaspari ne troviamo a bizzeffe. Da presidente della Pro Loco si lamentava del mancato riconoscimento dell’associazione da parte dell’amministrazione. Quest’ultima infatti ne chiedeva l’ingresso nel Consorzio Turistico per evitare sovrapposizioni: “Noi siamo tranquilli – ribatteva Calvaresi – è ormai chiaro a tutti che il problema del riconoscimento non è tra amministrazione e Pro Loco, ma tra il sindaco e il sottoscritto”. E ancora: “Se Gaspari non ci ritiene indispensabili per quale motivo ci chiede di entrare nel Consorzio? Ci troviamo di fronte ad un ricatto?”.

Poi arrivarono le amministrative del 2011. Calvaresi, in rotta di collisione col centrodestra, tentò il percorso indipendente. “Non mi alleo con chi non stimo”, ripeté in campagna elettorale. “Mi riferivo a Gabrielli, non a Gaspari”, avrebbe precisato successivamente.

Eppure, la tappa di avvicinamento al voto fu l’occasione per rinfacciare tutto al primo cittadino: “Dopo cinque anni di Gaspari, cos’altro ancora possiamo attenderci? L’elettore è stufo, non te lo guadagni con un asfalto. Cosa ha fatto Gaspari di sinistra in questi anni? Per la solidarietà cosa è stato fatto? Meno male che il volontariato sopperisce alle mancanze del Comune. A tutti è lampante la sua incapacità amministrativa, non ha combinato niente, né per i cittadini sambenedettesi né per le imprese”. Sul turismo: “Gaspari ha fallito, il Consorzio Turistico è stato addomesticato per i trombati della politica. Mi meraviglio che gli albergatori appoggino questo sindaco”.

Un mese dopo sarebbe stato eletto presidente dell’assise. Un incarico ricoperto nell’ottica dell’ostentata terzietà. Fino all’1 e 58 del 31 luglio 2015. Quarantotto giorni dopo l’appoggio a L’Albero.

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