SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Calvaresi entra in maggioranza. Il colpo di scena arriva all’1 e 58 di venerdì, quando il presidente del Consiglio decide di approvare il Bilancio di previsione 2015.

Inizialmente si pensa ad un errore, anche perché i precedenti sette punti propedeutici al documento finanziario (tra cui la delibera sulle agevolazioni Tari e Tasi) erano stati accolti da ripetute astensioni. Invece no.

La decisione, ininfluente sotto il profilo tecnico, assume un pesante valore politico. Il Laboratorio Marche vede così la luce, dopo quattro anni nei quali Calvaresi aveva sì fatto da stampella all’amministrazione Gaspari (vedi 30 novembre 2013), ma sempre attraverso il metodo dell’ostentata terzietà.

Il documento finanziario passa 14 a 11. Tra i pareri positivi quelli annunciati di Claudio Benigni e Gianluca Pasqualini. Gli ex ribelli del Pd non prendono mai la parola, nemmeno durante le dichiarazioni di voto. L’atteggiamento non passa inosservato e viene criticato dall’opposizione, per voce di Luca Vignoli: “Mi sarei aspettato un vostro intervento in apertura di Consiglio. Avete minacciato di non votare il Bilancio, mi aspetto che diciate qualcosa in merito. Mi preoccuperei della pessima percezione che la città ha di voi”.

Il centrosinistra tenta in blocco di non affrontare i problemi di casa democratica, definendo le parole di questi mesi “inutile gossip”.

“E’ umiliante e offensivo verso le istituzioni che rispondiate in questo modo – ribatte Loredana Emili – l’assise ha dovuto prendere atto per due mesi della forte lacerazione in corso nella prima forza di maggioranza. La situazione è stata creata volutamente dal sindaco, che ha compiuto un’azione di regia. Vergognatevi”.

Gaspari ascolta per oltre un’ora, fino al momento dell’attesa replica: “Nessuno mi ha ricattato. I consiglieri sono persone perbene, hanno a cuore la politica. Noi del centrosinistra discutiamo in modo appassionato, poi esiste il bene della città che è un patrimonio che appartiene a chi governa. Nonostante i litigi, saremo condannati a governare pure nel 2016. E’ fisiologico che quando ci si avvicina alla scadenza del mandato ognuno parli a nome del popolo. Noi abbiamo cultura di governo, nel mio ultimo atto amministrativo mi aspettavo che la minoranza presentasse degli emendamenti, cioé delle proposte. Da parte vostra c’è l’assoluta mancanza di idee e progettualità”.

Guardando alle Amministrative, il sindaco prende di mira Pasqualino Piunti: “Quando il popolo ragiona sa bene come giudicare. Questa è una città che cresce, che cammina. Ho un solo rammarico: forse non sarà lui il nostro sfidante. In caso positivo sarebbe una passeggiata”.

Tornando a Calvaresi, in molti vedono nella sua mossa una chiara strategia per la prossima campagna elettorale. Il presidente ha sposato ufficialmente la causa della maggioranza, tracciando un solco profondo e definitivo col centrodestra. La candidatura a sindaco appare certa. A questo punto non si esclude una sua partecipazione a future primarie di coalizione. “D’accordo con i referenti del Nuovo Polo Sambenedettese abbiamo votato il Bilancio”, commenta a lavori terminati il diretto interessato. “Ci sembrava giusto dare un coraggioso segnale, quello che gli interessi della collettività vengono prima degli interessi politici. Fieri di aver dato un segnale forte, che possa contribuire ad aprire un nuovo corso, una nuova pagina per la nostra città per un progetto giovane e pieno di passione, aperto ad energie e creatività che già possediamo e che non dobbiamo fare altro che mettere in rete, per San Benedetto e per i sambenedettesi”.

Intanto c’è chi la butta sull’ironia: da presidente super-partes a super-partner. Di Gaspari.

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