SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un comunicato quello che segue che mi rende molto felice per diversi motivi. Non significa ancora nulla per quel che riguarda il ritorno della Sambenedettese in “Serie C” ma aver partecipato ad un ricorso che ritengo più che legittimo mi rende orgoglioso. La Samb di Moneti (complimenti) insieme ad altre due società di calcio ha preso il coraggio tra le mani e sta provando a scoperchiare un sistema che rischia di far dire la parola fine ad un gioco così bello, appassionante, amato  dall’Italia intera. Per noi sambenedettesi, per motivi che non sto a ripetere, il calcio non è un gioco ma… uno “stile di vita”. Non un caso unico ma molto raro, se si guarda alla nostra storia.

Passo subito ai motivi per cui una notizia all’apparenza non decisiva per le sorti dei nostri colori mi sta emozionando. Non so cosa succederà nei prossimi giorni ma non posso nascondere che mi sento un po’ orgoglioso per aver cullato per primo una speranza che tuttora resta piccolissima. In un mio precedente articolo dicevo che sarebbe ora che in qualche modo la Samb salisse di categoria a tavolino e non tramite il campo di gioco che in un’occasione neanche è servito (2012). Ad altri è capitato più volte: emblematici i casi di Chieti e Vicenza che per tre volte persa sul campo la permanenza nella categoria l’ha ritrovarono grazie a fattori che non c’entravano nulla con la loro bravura nel gioco del calcio. Come loro molte altre, la Samb mai.

La flebile speranza, invece, non fa morire definitivamente una sensazione che ho dall’inizio dell’anno. È l’ulteriore motivo per cui in questo momento sono felicissimo. A volte le storie cambiano nel giro di un’ora. Se cambierà l’Unione che fa la forza deve diventare il nostro motto come lo fu in quel lontano 1956 quando la vera storia della Samb iniziò.

Nell’intervista a Moneti appena pubblicata (potete leggerla nella rubrica DisAppunti quotidiani), le ultime sue parole “La speranza è l’ultima a morire” scaturivano quindi dal seguente comunicato, apparso poco fa sul sito della società rossoblu.

COMUNICATO DELLA SAMBENEDETTESE CALCIO
Le società F.C. FORLI’ S.r.l, A.S GUBBIO 1910 S.r.l. e S.S.D. SAMBENEDETTESE A R.L. hanno impugnato in data odierna innanzi il Collegio di Garanzia dello Sport la delibera del Consiglio Federale della FIGC del 26 giugno 2015 resa nota con comunicato ufficiale FIGC n.327/A del 30 giugno 2015, con cui sono state dettate le norme per il ripescaggio. La redazione del Ricorso è stata affidata ai Prof.ri Astolfo e Alessio DI AMATO. I motivi del ricorso sono cinque. Meritano di essere segnalati, in particolare, due aspetti del Ricorso. Il primo attiene alla circostanza che la FIGC ha fissato una sorta di tassa per il ripescaggio estremamente onerosa, senza averne il potere. Difatti, nessuna norma, né dello Statuto della FIGC né dello Statuto del CONI, attribuisce alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un qualsivoglia potere di imporre il versamento di contributi, al di fuori di quelli ordinari per l’iscrizione ai campionati. D’altra parte, un contributo così oneroso finisce con il porsi in contraddizione con quella esigenza di tutela dell’equilibrio finanziario delle società di calcio, di cui la FIGC afferma di volersi dare carico. In secondo luogo, l’imposizione del contributo sembra fatta apposta per scoraggiare le società a chiedere il ripescaggio e realizzare, al di fuori delle procedure statutariamente previste, quella riduzione delle squadre partecipanti ai campionati di LEGA PRO che alcuni componenti del Consiglio federale hanno auspicato. Una riforma dei campionati, dunque, realizzata di fatto, ma illegittima.

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