SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’esperienza di quattro anni, dal 2008 al 2012, che l’ha portato anche ad incontrare l’amore. La soppressione di “Centovetrine” non può lasciare indifferente Luca Capuano: “Mi dispiace, fu un’esperienza lunga e viva, tutta svolta a Torino. Il mio pensiero va soprattutto alle maestranze e alla gente che era lì da anni”.

Indimenticato Adriano Riva, sul set di San Giusto Canavese Capuano conobbe l’attuale moglie Carlotta Lo Greco. “Noi attori siamo più abituati all’inizio e alla fine di un progetto. Purtroppo si deve scindere il lato sentimentale da quello imprenditoriale. Non conosco gli equilibri interni all’azienda. Lo spostamento non ha certamente fatto bene al prodotto. Ultimamente c’era stata l’intenzione di trasmettere gli ultimi episodi d’estate, ma non conosco i motivi per cui non è accaduto”.

L’attore napoletano è stato uno degli ospiti di punta dell’ultima edizione di Martinbook a Martinsicuro, dove ha portato in scena un reading di poesie di Pablo Neruda: “E’ la prima volta che mi trovo in una situazione del genere e in un contesto di festival. Per me è un battesimo”.

Differenti le emozioni tra teatro e piccolo schermo: “Cambia solo il mezzo di comunicazione, la recitazione è recitazione”, sostiene Capuano. “La differenza importante è il rapporto con il pubblico, che è difforme. Godere del pubblico in sala è una magia unica, non hai il diritto di replica, la tensione è diversa. Il teatro è un’esperienza mistica”.

Muta anche il ritmo di lavorazione: “La tv ti fagocita, ha tempi stretti ma allo stesso tempo più lunghi nell’ottica della durata della produzione. Sei sul set per almeno 5-6 mesi. Nonostante tutto, sto lavorando per un progetto teatrale che porterò in giro il prossimo inverno”.

Una volta abbandonata la soap di Canale 5, per Luca Capuano l’ingresso nel cast de “Le Tre Rose di Eva” è stato quasi immediato. Nei panni di Edoardo Monforte ha tenuto incollati allo schermo milioni di italiani, nonostante il leggero calo d’ascolti riscontrato nella terza stagione.

“Non credo che tre anni siano tanti per una fiction – sostiene l’attore – Don Matteo è al decimo e va ancora alla grande. Non è questo il problema. Ne Le Tre Rose di Eva le quattordici puntate sono tutte in sequenza. E’ una tipologia più complessa rispetto alle serie che hanno il caso di puntata. Le complicazioni sono maggiori e le abbiamo superate con successo. Nei dati d’ascolto non sono compresi i contatti del web, che sono tantissimi. Il nostro è un pubblico prevalentemente giovane. Va spesso su internet, riguarda gli episodi il giorno dopo. Ai dati Auditel andrebbero accorpati pure quelli della rete”.

Secondo Capuano, nel 2015 gli affezionati sono addirittura aumentati: “Io e Roberto Farnesi lo abbiamo testato sul campo. Tantissime persone ci fermano, molte più di quelle che lo facevano l’anno scorso, è incredibile. Come dicevo, il nostro è un pubblico giovane, sicuramente il venerdì non era il giorno più adatto per andare in onda”.

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