ANCONA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato, giunto in redazione, da parte di Consorzio Bonifica Marche:

“In questa estate torrida, se non c’è ancora emergenza siccità il merito è dei grandi invasi esistenti. Nelle Marche sono cinque e stanno placando la grande sete del territorio, ma il prolungarsi di anticicloni di matrice africana sta destando un certo allarme. I livelli dei grandi bacini del Nord (soprattutto lago di Como e lago d’Iseo) sono al di sotto delle medie stagionali e stanno diminuendo velocemente. Nelle Marche la situazione va un po’ meglio, ma occorre fare attenzione.

Nella diga di Mercatale il livello è di  217,20 m.s.m. il che significa che all’interno sono ancora conservati  3.698.000 mc d’acqua. Se perdurerà l’attuale situazione meteo, il Consorzio sarà costretto a razionare la risorsa con turni nella distribuzione dei cinque impianti che servono il comprensorio del Foglia.

Nessun problema nella diga di Castreccioni che ancora vanta un bel magazzino d’acqua, per un totale di 33 milioni di metri cubi ancora disponibili. Nella diga di San Ruffino siamo a 1,60 sotto il massimo invaso con un residuo di 1.700.000 mc d’acqua. Nella diga di Gerosa  siamo 3 metri sotto il livello di massimo invaso, con circa 10 milioni di mc residui. Nella diga di Rio Canale  siamo a 2 metri sotto, ma non ci sono grossi problemi, anche se, nell’ipotesi in cui continuino siccità e afa, si dovranno prendere provvedimenti di turnazione.

Per questo il Consorzio di Bonifica invita a rispettare le Buone Regole per una corretta ed efficace irrigazione. La metà dell’acqua usata infatti, evapora a causa di una cattiva predisposizione degli strumenti e per un errato modo di innaffiare.

‘Innanzitutto – spiega Osvaldo Rossi, responsabile tecnico, settore irriguo degli impianti nel comprensorio pesarese – è assolutamente vietato innaffiare a scorrimento, perché oltre a togliere pressione alla condotta, si produce un enorme spreco di acqua. Inoltre è consigliabile non irrigare durante le ore centrali della giornata, perché l’acqua che deve arrivare all’apparato radicale, non riesce a causa dell’eccessiva temperatura del terreno, che produce grande evaporazione. Innaffiando invece nelle ore più fresche, il quantitativo di acqua necessario è notevolmente inferiore. Alle piante infatti, piace ricevere acqua nelle prime ore dell’alba quando il sole non picchia e le foglie si schiudono alla giornata. Serve a evitare shock termici e la formazione di funghi’.

Abbandonate le irrigazioni a pioggia. Se è indubbia la comodità, è altrettanto comprovata la difficoltà delle piante ad assorbire l’acqua necessaria, che incontra ostacoli, finisce in luoghi non necessari e soprattutto aggredisce il terreno invece di infiltrarsi in profondità. Meglio optare per la microirrigazione, o irrigazione a goccia: rappresenta il mantra dei metodi irrigui sostenibili e può essere usata sia per grandi superfici sia per quelle più piccole e domestiche. L’irrigazione a goccia consente al terreno di appropriarsi dell’acqua in piccole quantità, facendo tesoro di tutta quella che riceve ed evitando che evapori o vada altrove. Altro consiglio utile e la domotizzazione. Munendosi di una buona tecnologia, comodità e razionalizzazione degli sprechi vengono da sé. Sarebbe importante anche dotarsi di sensori dell’umidità. In questo modo, si evita l’irrigazione quando non necessaria o superflua perché la natura ha appena fatto o sta per fare il suo corso.

Il Consorzio di Bonifica rammenta agli utenti che non lo abbiano ancora fatto, di dotarsi del contatore per monitorare il consumo dell’acqua. In caso contrario sono previste sanzioni di legge e denuncia penale. Chi attinge acqua lungo i corsi di fiumi e torrenti deve inoltre mettersi in regola con le necessarie autorizzazioni”.

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