SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il primo partito della coalizione è stato ridotto a brandelli e sta fortemente compromettendo il futuro della città”. Loredana Emili torna a parlare dopo mesi di volontario silenzio. Lo fa ritrovando un Pd capovolto rispetto a quello lasciato prima delle elezioni Regionali, con la corrente portodascolana, un tempo fedelissima al sindaco, che ora batte i pugni sul tavolo.

Io credo che la responsabilità più grande di Giovanni Gaspari sia quella di aver costantemente lavorato nella costruzione di una rete di rapporti individuali e personalizzati a scapito della politica collettiva fatta anche di aspre discussioni, ma intorno al programma di mandato che legittimava con il consenso elettorale il suo governo. Così non è stato e gli attuali dirigenti del Pd non possono permettersi ulteriori miopie politiche e troppo comode amnesie, perché così offendono i cittadini”.

Confinata nel gruppo misto assieme a Sergio Pezzuoli, la Emili si definisce “indignata e offesa” per l’applauso ottenuto dall’assemblea degli iscritti durante l’ultima riunione. “Un riconoscimento tardivo e ipocrita – dice – abbiamo fatto un’onesta battaglia politica e ci hanno messo cortesemente fuori dalla porta. Quegli elogi oggi servono solo per screditare con l’accusa del ricatto quelli che ieri hanno usato per delegittimare le nostre battaglie. Credo sia ora, al di la di ogni possibile sviluppo della situazione, prendere atto del fallimento politico di chi ha diretto l’amministrazione  n questi anni. I vecchi adagi non sbagliano quasi mai: la politica dello struzzo non paga.

Non manca un ultimo attacco alla segretaria Gregori, vicinissima alle dimissioni dopo i violenti screzi con i dissidenti: “Se fossero vere tutte le offese rivolte a diversi consiglieri del Pd, credo che sarebbe doveroso da parte del sindaco, per un gesto di rispetto verso i suoi concittadini, sciogliere il Consiglio Comunale perché significa che avrebbe accettato e subito per anni e anni questo sistema ricattatorio. Ma come si fa a dire questo senza riconoscere il ruolo e il protagonismo del regista?”.

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