SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Come sempre, approvati tutti i punti all’ordine del giorno”. Nessun tweet, non è serata. Il mantra di Gaspari stavolta rimane nel cassetto e cede il passo ad un silenzio che imbarazza l’intera amministrazione.

Il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto portare al voto del Bilancio di Previsione 2015 non si è tenuto. La maggioranza non si è presentata in Aula lasciando il campo libero all’opposizione, che ha risposto regolarmente all’appello eccezion fatta per Andrea Assenti.

In quasi cinque anni era accaduto solo un’altra volta. Ma se il 29 novembre 2013 la mancata partecipazione al consesso rientrò in un’ottica strategica, l’attuale situazione è figlia esclusivamente di una resa dei conti in atto all’interno del Partito Democratico.

NUOVO SEGRETARIO, PRIMA POLEMICA L’assise è durata appena due minuti, utili a dare il là ad un ennesimo caso che arricchirà le cronache politiche nei giorni a venire. Il nuovo segretario generale del Comune, Edoardo Antuono, ha infatti comunicato che l’assise verrà riconvocata direttamente in seconda seduta il 30 luglio.

La decisione si rifà all’articolo 82 del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio Comunale. “La seconda convocazione – si legge – che succede ad una prima precedente dichiarata deserta per mancanza del numero legale, è fatta con avvisi scritti nei modi e termini stabiliti dall’articolo 81”. Che a sua volta recita: “L’avviso di convocazione deve contenere le seguenti indicazioni: il giorno, l’ora ed il luogo della convocazione; l’indicazione se trattasi di prima o di seconda convocazione; la menzione dell’urgenza; la data e la firma del Presidente o di chi ne fa le veci”.

I consiglieri hanno chiesto chiarimenti al segretario, che è parso irremovibile ma disponibile ad un confronto. “Perché convocare l’assise solo in prima seduta se poi il meccanismo è identico ad una convocazione in prima e seconda?”, è stata l’obiezione della minoranza. Tesi sposata pure dall’ex presidente del Consiglio Giorgio De Vecchis, presente in Municipio.

IL NUMERO LEGALE SCENDE A 8 La questione non è di poco conto. Fra una settimana basteranno otto consiglieri – e non più tredici – per dare il via ai lavori. Certo, il documento finanziario andrà votato e per quella data bisognerà aver ritrovato sintonia nel partito. “Il primo cittadino – osserva il centrista Domenico Pellei – ha giustamente e responsabilmente affermato che il bilancio andrà approvato dai 13 consiglieri che in questo momento compongono la maggioranza, altrimenti si dimetterà. Vogliamo credere che il buon senso prevalga sulle recriminazioni personali fermo restando che si sta fornendo uno spettacolo che offende lo spirito di impegno e di servizio che deve contraddistinguere qualsiasi azione politica”. Il tempo è denaro e il centrosinistra lo utilizzerà per convincere Sabrina Gregori a dimettersi. Sempre che il resettaggio della segreteria riporti davvero la pace.

Al di là delle sorti dell’amministrazione, il danno d’immagine per il centrosinistra è palese. I fedelissimi di Gaspari, che alla vigilia avevano fatto leva sul senso di responsabilità per ricucire lo strappo, hanno obbedito agli ordini di scuderia pervenuti nel pomeriggio. A partire dai Socialisti: “Senza numero legale – tuonava mercoledì il coordinatore Umberto Pasquali – la prossima volta ci prenderemo la libertà di non partecipare o di votare contro. Se dobbiamo morire il modo ce lo scegliamo noi”.

“IL SINDACO SI DIMETTERA'” Durante l’appello il sindaco si trovava nel suo ufficio. Il 30 non potrà sottrarsi al dibattito. Ed è proprio sul suo futuro discorso che ruotano le immancabili indiscrezioni di casa Pd: “Prenderà la parola all’inizio del Consiglio e annuncerà le dimissioni”. Ma a crederci sono in pochi.

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