SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “E’ accanimento terapeutico”. Forza Italia commenta così la concreta possibilità di rinvio del Consiglio Comunale di giovedì sera. “Se dovessimo ragionare come loro, a noi converrebbe che questa situazione di conflitto continuasse per averne un ritorno politico, invece crediamo fermamente – e lo abbiamo dimostrato in passato – che un atto di dignità sarebbe la migliore risposta verso i cittadini stufi di questo teatrino”.

Senza numero legale, l’amministrazione avrebbe almeno cinque giorni di tempo per tentare di ricucire la frattura all’interno del Pd. “Già il 23 dicembre 2009 – tuona Pasqualino Piunti – si consumò un abuso con una maggioranza che non era più quella uscita dalle urne e già allora il sindaco avrebbe dovuto dimettersi. Siamo rimasti volutamente in silenzio in questa fase politica cittadina perché sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa, ma questo spettacolo offende la città. Il Consiglio Comunale rappresenta i cittadini e non può essere usato a consumazione, è stato così in passato e ritorna oggi. Un’Istituzione che si convoca e si annulla a seconda degli umori di chi dovrebbe governare. Penoso questo rimpallo di colpe. Il sindaco ha fatto carte false per rimanere incollato alla poltrona con giochi tutti interni al proprio partito e senza nessuna attenzione verso le problematiche della città. Sono tre mesi che non c’è una riunione di consiglio e le commissioni consiliari sono rimaste sulla carta del regolamento comunale. Cosa lascia il suo cerchietto magico alla nostra comunità? Quante promesse disattese ancora bisogna subire dopo il Prg, il lungomare, il Ballarin, il porto, il turismo russo, la sanità, le politiche per i giovani e gli allagamenti? Un amministratore privato sarebbe stato mandato via in malo modo…”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 399 volte, 1 oggi)