SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stata la vigilia delle riunioni, dei tentativi di pace, degli appelli tramite comunicati stampa e dei nuovi attacchi. Con un nuovo possibile colpo di scena: organismi superiori del Partito Democratico potrebbero avviare il commissariamento della segreteria sambenedettese già da venerdì, qualora il Consiglio Comunale del 23 luglio non prendesse il via per assenza del numero legale.

Il campo è quello delle ipotesi, ma l’eventualità è passata in poche ore di bocca in bocca. Se l’assise andasse deserta, verrebbero fatte pressioni per le dimissioni di Sabrina Gregori. Di fronte ad un rifiuto della diretta interessata, ecco il piano b: azzeramento dei vertici e nomina di un reggente.

Fantapolitica? Può darsi. Anche perché la Gregori non è mai stata ufficialmente sfiduciata dalla frangia dei ribelli, se non a livello mediatico. Nel corso dell’ultima Unione Comunale Gianluca Pasqualini lesse un lungo documento attraverso il quale chiedeva un passo indietro alla segretaria, tuttavia la proposta non venne messa ai voti.

C’è però una maggioranza da tenere in piedi, in un modo o nell’altro. Senza le tredici presenze utili per iniziare i lavori, Gaspari resterebbe comunque in sella e  il consesso si riunirebbe a distanza di cinque giorni sempre in prima convocazione. Direzione verso la quale spinge il resto della coalizione, intenzionata a non subire passivamente le scaramucce in atto all’interno del Pd.

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