SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una lunga giornata passata a pensare quale fosse la decisione migliore per il Pd e l’amministrazione comunale. Fino all’assemblea degli iscritti di lunedì, dove la segretaria Sabrina Gregori ha ricevuto ampio sostegno dai presenti e la forza per andare avanti.

Peccato che alla riunione mancasse la sempre più corposa frangia dei ribelli portodascolani, decisa a chiedere la testa della Gregori in cambio di una ricomposizione della frattura.

Motivo dell’assenza presto svelato. I dissidenti avevano posto le condizioni alla stessa segretaria già qualche ora prima: passo indietro, immediata convocazione dell’Unione Comunale, nomina di un reggente fino al termine naturale del mandato e approdo in assise il 23 luglio come se nulla fosse accaduto. Compromesso evidentemente non andato a buon fine.

A questo punto si andrà dritti allo scontro, con le scaramucce che proseguono sui social network. Pur senza fare nomi, il coordinatore del circolo centro Roberto Giobbi (che aveva organizzato l’incontro) si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “Quelli che vogliono i libri per studiare e poi non si presentano agli esami”. Uno dei primi a rispondere è stato, guardacaso, Gianluca Pasqualini.

Da segnalare anche l’applauso rivolto durante la serata all’indirizzo di Loredana Emili e Sergio Pezzuoli. I due esponenti dei Diversamente Democratici, allontanati più di un anno fa dal Pd, sono stati elogiati per aver sposato battaglie su argomenti specifici, a differenza degli attuali malpancisti che agirebbero per una sorta di rivalsa dopo la sberla ottenuta alle recenti elezioni regionali. I diretti interessati non hanno gradito il consenso generalizzato, giudicato ipocrita e tardivo.

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