SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa accadrà il 23 luglio? Nessuno si sbilancia, anche perché i malpancisti del Pd non hanno dichiarato apertamente come intenderanno comportarsi. Rimangono quindi le ipotesi, le supposizioni, le sensazioni.

Un fatto però è appurato: l’amministrazione comunale ha tra le mani diverse opzioni che le permetterebbero di allungare il brodo.

Il Consiglio è stato infatti riunito in prima convocazione. Ciò significa che qualora non ci fossero le tredici presenze per avviare l’assise si riconvocherebbe l’emiciclo a distanza di cinque giorni, sempre in prima seduta.

Un nuovo consesso si svolgerebbe a quel punto il 29 luglio, con probabile seconda convocazione il 30 quando per siglare il fischio d’inizio basterebbero otto consiglieri in aula.

Ma non è tutto. Perché in ballo c’è pure la possibilità (remota) che il Consiglio fiume del 23 venga interrotto e ripreso in un secondo momento, visto che la discussione del Bilancio potrebbe cominciare a notte fonda.

Tante ancore di salvezza (sempre che il documento finanziario non venga bocciato ai voti) per un’amministrazione chiamata a ricucire il violento strappo all’interno del Pd. E il tempo, si sa, è denaro.

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