SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Appare, da qualsiasi direzione si giunga alla rotatoria un enorme obelisco alto quasi 30 metri di colore vede ramarro quasi fluorescente, una vera bruttura che invade l’immagine naturalistica dell’Oasi Riserva della Sentina, del nostro Mare e di un importante tratto di Cielo, violando di fatto l’articolo 9 della nostra Costituzione sulla Tutela del Paesaggio”. La denuncia arriva dal Comitato Ambiente e Salute nel Piceno, che domenica organizzerà un sit in di protesta in Via Pasubio, a partire dalle 17.15.

“Si osserva – dicono i componenti dell’associazione – che il basamento del palo è situato in una zona segnalata delle cartine dal PAI ad alta esondazione, sulla sommità di una considerevole duna di terra, a poca distanza dal sottopasso ferroviario di recente costruzione che dalla rotatoria collega alla Sentina, fatto realizzare per il deflusso delle acque del Fiume Tronto in caso di esondazione. Questo importante ingombro in quel punto pregiudicherebbe il deflusso delle acque verso la Sentina. Sarebbe molto interessante sapere cosa pensa della questione L’Autorità di Bacino ma soprattutto il Prefetto. La stessa area è segnalata sulle cartine all’interno dello studio di Micro Zonazione Sismica realizzato dal Comune di San Benedetto, come soggetta al fenomeno di liquefazione dei terreni. Al fine di sapere se le fondamenta di un così importante basamento siano state realizzate tenendo conto di tali criticità geologiche, stiamo predisponendo un accesso agli atti sul progetto della struttura”.

Aggiungono: “Osservando le antenne posizionate sul palo ci sorgono dei dubbi e vorremmo accertarci sulla corrispondenza di quanto riportato sul progetto, soprattutto sulla effettiva posizione dei campi di rischio che costituiscono un serio pericolo per la salute pubblica. Per questo chiederemo al Sindaco massima autorità sanitaria della città che predisponga lo stato di inquinamento da emissioni elettromagnetiche come questo cumuli gli effetti con altri tipi di inquinamento. Inoltre abbiamo svolto un monitoraggio delle attività umane nelle immediate vicinanze delle antenne, mettendo in risalto su una cartina della zona quelli che riteniamo i luoghi dove si svolgono attività umane particolarmente sensibili, come: negozi per l’infanzia, centri medici, centri commerciali e anche le altre fonti che potrebbero diffondere elettrosmog. Creando anche una leggenda sul bordo della carta (o vero la chiave di lettura dei simboli riportati all’interno di essa) che renda facile la lettura del quadro generale che abbiamo rilevato. Come sempre – concludono – il nostro atteggiamento è costruttivo nei confronti delle pubbliche amministrazioni, ma non ci fermeremo a semplici rassicurazioni formali e esigiamo che enti strumentali quali Arpam e Asur ci forniscano dati e non valutazioni teoriche”.

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