SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diciassette punti all’ordine del giorno e il Bilancio di Previsione collocato ai titoli di coda. Il Consiglio Comunale del 23 luglio si preannuncia bollente ed interminabile, con la delicata approvazione del documento finanziario che potrebbe avvenire alle soglie dell’alba.

Condizionale d’obbligo, perché non è nemmeno escluso che la discussione possa essere rinviata ad altra data (sempre in prima convocazione) mediante il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti.

La scaletta includerà temi relativi all’Urbanistica, al Demanio e ai Lavori Pubblici. Tuttavia lascia interdetti la decisione di relegare alla fine un punto così atteso.

L’amministrazione dovrà però sperare nelle 13 presenze per dare il via ai lavori. “Non andremo a casa il 23 – dice con decisione Giulietta Capriotti – andremo a casa se il Bilancio non verrà votato, ma non per la mancanza del numero legale”.

Nel caso accadesse, la vicepresidente del Consiglio guarderebbe dritta alla seconda chiamata (dove bastano 8 presenze), fissando già la data di svolgimento del nuovo consesso: il 30 luglio.

Eppure Gaspari ha dichiarato che non intende aggrapparsi ad una exit-strategy. “C’è anche un consiglio comunale che rappresenta la città – ribatte l’esponente Pd – noi consiglieri, come il sindaco, siamo espressione della volontà popolare. Il primo cittadino dovrà ascoltare le nostre rimostranze. Non credo sarebbe giusto abbandonare”.

In ogni caso, la Capriotti spera in una riappacificazione interna al partito: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità, non tanto nei confronti della maggioranza ma della città. Il problema non è la testa di una segretaria, si pensi agli interessi di chi ci ha eletti per governare. Far venire un Commissario sarebbe ridicolo. La città perderebbe molto, proprio ora che stanno partendo i progetti e che ci stiamo rilanciando. Il Bilancio verrà approvato, o da noi, o dal Commissario. E se lo approverà il Commissario si tratterà dello stesso documento, non cambierà di una virgola. Io credo che tutti si comporteranno da persone responsabili quali sono. Non abbiamo mai approvato un Bilancio previsionale a luglio. Se è successo è per colpa dei continui rinvii del Governo”.

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