SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Che la sanità marchigiana e picena in particolare vivesse da anni in un caos senza fine, e in concomitanza con il degrado del Madonna del Soccorso, è cosa nota a tutti.

La conferenza stampa odierna promossa dal Movimento Cinque Stelle aggiunge un ulteriore tassello alle tante ingiustizie e ai tanti incarichi frutti di giochi di potere più che di meriti o di graduatorie scontate in quanto legate principalmente ad anni di servizio.

L’oggetto del contendere, secondo il consigliere comunale Giovanni Marucci e il neo consigliere regionale Peppe Giorgini, è il provvedimento della stessa Asur Marche che qualche giorno fa ha bloccato la proroga dell’incarico del dottor Maurizio Parato alla direzione del reparto di cardiologia dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto; un incarico che si era esaurito il 30 giugno scorso.

Secondo Peppe Giorgini, ci sono state pressioni illegittime dietro il non rinnovo dell’incarico del dottor Parato al vertice del reparto di cardiologia. Giochi di potere, insomma, in coincidenza della fine del mandato di Del Moro, l’ultimo di una serie di Direttori Generali che non possono non ritenersi responsabili del lento ma continuo decadimento dell’ospedale sambenedettese.

La presa di posizione di Marucci (consigliere comunale) e Giorgini appare quantomeno incauta perché non riguarda organi politici che effettivamente negli anni precedenti sono stati i mandanti di ‘trucchetti’ che hanno portato a modifiche arbitrarie di graduatorie scontate, penalizzando i meriti a vantaggio del clienteliesmo.

Il loro attacco riguarda la lettera di un avvocato che, per giustificare il mancato rinnovo dell’incarico al dottor Parato, ha presentato un ricorso nel quale si ritiene che il primo in graduatoria e quindi l’avente diritto era un altro medico, il dottor Persico, per motivi curriculari e per un punteggio nettamente superiore. 60,4 contro 38,6 di Parato.

Lungi da noi stabilire quale sia la graduatoria giusta (un aspetto che approfondiremo nei prossimi giorni), non riusciamo a capire quali sarebbero i lati oscuri della vicenda come sospettato da i due componenti del M5S. Basta un semplice ricorso al quale allegare (come presumibilmente ha fatto l’avvocato Giusti) la graduatoria alternativa e metterle a confronto.

Anche perché sembra abbastanza strano che un cardiologo (il dottor Persico) che presta servizio da circa quarant’anni nel nostro ospedale non appaia nemmeno tra i primi cinque della graduatoria. Come affermato in conferenza stampa. Tutto è possibile ma certamente il problema non si può risolvere facendo presente che l’avvocato Giusti è legato da parentela (cognato) con l’avvocato Giulietta Capocasa nominata temporaneamente Direttrice dell’Area Vasta 5 al posto del “pensionato” del Moro. Un particolare che il consigliere regionale Giorgini ha definito una coincidenza sospetta che meriterebbe addirittura un esposto in Procura.

Un’altra coincidenza riguarderebbe la data del ricorso del legale di Persico “proprio il 30 giugno quando il giorno dopo il rinnovo dell’incarico sarebbe stato automatico”. Certamente non poteva essere presentato il primo luglio.

Per il Movimento di Peppe Grillo c’è il rischio che la foga di giustizialismo a tutti i costi possa inquinare quanto di buono i suoi componenti hanno fatto fino ad oggi. Anche un piccolo passo falso potrebbe buttare a mare l’ottimo lavoro da loro compiuto negli ultimi anni.

Torniamo a ripetere che la questione che, secondo noi non è politica, non va risolta con le urla o le minacce di querele ma semplicemente presentando una graduatoria certificata con la quale si contesta quella presentata dall’avvocato Giusti. È l’unico modo per capire qual è quella giusta. Senza clamori ma anche senza legittimazioni che, in un caso come questo, non possono essere date a parole o per sentito dire.

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