SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Rodi è stato per lunghi periodi il principale campo da gioco per l’attività Seniores del rugby a San Benedetto ed è ancora oggi sede del settore giovanile, dai bambini del mini rugby fino ai ragazzi Under 18.

In realtà, l’inizio del rugby a San Benedetto  risale al 1973, quando le partite si svolgevano al campo Merlini, meglio conosciuto come campo Europa. Solo successivamente, infatti, si cominciò a giocare al campo Rodi, costruito grazie all’approvazione della proposta dell’Assessore Cipolla, all’epoca dei derby cittadini tra la Fiamma Rugby e la Stella Rossa, che hanno avuto il merito di portare tantissime persone a praticare questo sport. Ed è così che nel 1975 fu costruito il campo Rodi. Intorno al 1995/1996, il rugby emigrò nel glorioso stadio F.lli Ballarin, dove fino allo scorso aprile si sono giocate le partite del Campionato di Serie C1.

Il ritorno del rugby al campo Rodi c’è stato nel 2008, quando la Legio Picena ha deciso di disputare lì le sue partite casalinghe del Campionato di serie C e oggi l’intento della Legio Picena è quello di far diventare il campo Rodi, vista la sua posizione, uno dei luoghi di riferimento dell’attività del rugby a San Benedetto, in modo da aiutare a far crescere il movimento rugbystico, che oggi può contare su strutture sportive come il campo Mandela, gestito dall’Unione Samb, e ha potuto avvalersi, fino a qualche mese fa, anche dello stadio Ballarin, gestito dalla Rugby Samb. Per puntare  in modo deciso alla crescita del movimento rugbystico in città, il direttivo della Legio Picena ha proposto un progetto alle altre due società cittadine di rugby, mirato a concentrare le forze per far crescere sia i numeri degli atleti praticanti sia la qualità dell’attività svolta: la speranza è che il rugby diventi in città una pratica sportiva comune come lo è attualmente il calcio.

 

 

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