SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Circa 1500 domande per lavoro di natura occasionale. Succede a San Benedetto dove l’ultimo avviso sul sistema dei voucher risale addirittura al 15 ottobre 2010.

Cinque anni che hanno causato un ingolfamento di richieste, con l’impossibilità oltretutto di stilare una graduatoria ufficiale, dal momento che non furono predisposti i criteri base per definirla.

A denunciare la situazione è il consigliere comunale dell’Udc, Domenico Pellei: “Dopo un lustro, si fissi un punto zero. Venga ridefinito l’avviso, si riaggiorni anche per una sorta di rispetto della dignità delle persone”.

L’esponente centrista fa notare come nel documento si aprano le porte pure agli studenti, da coinvolgere nei periodi non scolastici: “Siamo alle soglie del ridicolo. Si dia la priorità ad altre categorie: disoccupati, persone in mobilità, cassaintegrati, genitori con figli a carico”.

Tra i parametri oggettivi mancanti nel 2010 anche quello relativo all’indice Isee. In tal senso, Pellei si rifà alle direttive di altri comuni, quali Gorizia, Rho e la vicina Senigallia, che in alcuni casi hanno scelto di utilizzare il principio della rotazione, al contrario non citato a San Benedetto.

“A mio avviso, l’assoluta carenza di una definizione di parametri genera una situazione indefinita che apre dubbi sulla trasparenza della gestione della stessa. La pur legittima discrezionalità nella selezione degli utilizzatori dei voucher può facilmente scivolare nella discriminazione oltre che generare meccanismi di favoritismi e personalismi di cui nessuno ha nostalgia e soprattutto che sono gravemente lesivi della dignità di tutte quelle persone che evidentemente per grave necessità rispondono ad avvisi pubblici di tal genere”.

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