SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il Pd è fermo al palo. Quale rinnovamento proporremo alle amministrative? Quali figure abbiamo preparato per il dopo Gaspari? Vogliamo riproporre le stesse facce?”. Sono le domande poste da Gianluca Pasqualini nel corso del suo intervento all’Unione Comunale del Pd di martedì sera.

Quesiti contenuti all’interno di un lungo documento scritto probabilmente a quattro mani con Claudio Benigni, assente all’incontro. “Io sono sempre stato contrario a chi indicava un partito appiattito sull’amministrazione, perché veniva fatto in modo strumentale”, ha detto il consigliere comunale. “Capisco però la differenza se criticare il partito viene fatto per costruire quello del domani che possa affrontare le nuove sfide della città. Penso che negli ultimi due anni a fare politica nel Pd siano stati il Circolo Nord e gli Incorreggibili Ottimisti. Possono essere criticati per i modi, ma almeno hanno discusso. Il Pd di San Benedetto è su un binario morto e, se qualcuno tentasse di spingerlo, con questo macchinista l’unica destinazione sarebbe il deragliamento. Questo treno va smantellato e ricostruito. Si mettano insieme tutte le intelligenze senza preclusione alcuna. La figura del segretario deve essere capace di interpretare valori di unità e non di divisione, solo così potremo essere credibili verso le altre forze del centrosinistra ma soprattutto verso i cittadini”.

A Sabrina Gregori non viene perdonata in particolar modo la gestione politica degli ultimi tre mesi, anche se Pasqualini arriva a bocciare l’intero biennio alla guida della segreteria comunale: “La prima azione da fare è la sua immediata sostituzione. Non ha avuto tempo per una tranquilla campagna elettorale regionale, si può pensare che abbia tempo per quella comunale? Si metta su un comitato che si occupi solo delle amministrative. A due anni dall’insediamento, non si vede l’ombra del programma che l’ha portata all’elezione. Dove sono i dieci tavoli di discussione promessi? Il Pd di San Benedetto si è occupato solo di criticare da una parte il Circolo Nord e dall’altra la fazione di Perazzoli. Senza contare che il nostro segretario è un civatiano convinto di prim’ordine. Mi spiegate come facciamo ad avere in un ruolo così determinante una che la pensa come Civati? Ma non è uscito dal nostro partito? Solo per questo dovrebbe essersi già dimessa. Abbiamo vinto perché avevamo due bei candidati (Urbinati e Benigni, ndr) e il nome di Renzi che ancora tira. Questa è l’unica analisi che raffigura la realtà”.

Seppur mai nominato apertamente, Pasqualini sembra condannare pure l’operato del sindaco Gaspari, che ha prima fatto eleggere la segretaria e poi avallato tutte le sue scelte. Stupisce inoltre la clamorosa somiglianza tra le esternazioni dell’esponente di Porto d’Ascoli e quelle passate di Loredana Emili, che due anni fa (assieme a Sergio Pezzuoli) venne messa alla porta.

Ora non resta che capire quali saranno i  comportamenti di Pasqualini e dello stesso Benigni in Consiglio, L’amministrazione ha i numeri contati e a metà luglio sarà chiamata ad approvare il Bilancio di Previsione 2015. I più ottimisti non temono scossoni, soprattutto a fronte delle precedenti sfuriate del consigliere comunale dell’Agraria, puntualmente smorzate alla vigilia dei consessi.

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