GROTTAMMARE – “Tante persone si sono rivolte a me, chiedendomi di fare qualcosa per loro”. Fabio De Nunzio spiega così i motivi che l’hanno spinto a scrivere “Sotto il segno della Bilancia”, un libro racconta le difficoltà quotidiane incontrate dagli obesi, dai viaggi in auto o in aereo a una serata passata al cinema, passando per i disagi affrontati dentro i negozi d’abbigliamento.

L’ex inviato di ‘Striscia’ descrive un mondo disegnato “a misura di magro”, nonostante in Italia siano 5 milioni le persone colpite dalla patologia. “Sono maltrattate da tutti – accusa Fabio – parlo di discriminazioni che le persone obese subiscono quotidianamente, siamo all’anno zero. Se vai su un qualsiasi mezzo pubblico tutti i sedili sono uguali. Se vai oltre una certa taglia non puoi sederti. Nei cinema nessuno ha ancora pensato a mettere due poltrone per sala per permettere a chi pesa 180 chili si sedersi”. Stesso discorso per l’aereo: “Non c’è sedile speciale per taglie extralarge. In queste condizioni non ti rimane che rimanere in casa, davanti al pc o alla tv. Vuol dire rimanere rinchiuso, vivere una vita sedentaria, morire. Perché più ingrassi e più problemi arrivano”.

Non va meglio con l’abbigliamento. Se gli uomini bene o male se la cavano (“a noi bastano una camicia e pantaloni e andiamo avanti”), per il gentil sesso vestirsi rappresenta un dramma. “In alcune città ci sono negozi specializzati che fanno taglie grandi – informa De Nunzio – ma nei piccoli paesini no. Non trovi la taglia, sei obbligato ad andare dal sarto e ti costa cinque volte di più”.

Oltre allo scrittore pugliese, venerdì pomeriggio al Kursaal c’erano le dottoresse Patrizia Iacopini, Laura Pelliccetti e Stefania Mercuri. Presente anche il sindaco Enrico Piergallini, che ha definito l’obesità “un fenomeno legato ad un capitalismo spinto”.

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