SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un protocollo d’intesa che anziché azzerare le polemiche le ha amplificate. I locali della Madrugada non ci stanno a passare per i “cattivi” della situazione e passano al contrattacco, lamentando un’atmosfera da ‘sorvegliati speciali’ a loro dire ingiusta.

Quello della movida è un argomento bollente e chi pensava che la mediazione dell’ente potesse avvicinare le parti è rimasto deluso. Nei prossimi giorni, i titolari delle strutture sottoporranno all’amministrazione comunale alcune criticità, relative alla questione decibel.

Si farà notare come il rumore di fondo possa condizionare le rilevazioni dell’Arpam, con gli sforamenti che vengono riscontrati soprattutto nelle serate infrasettimanali, quando il traffico sul lungomare è minore. Identico discorso per l’assorbimento del suono, più semplice se i locali sono pieni. Terzo punto in lista sarà quello del vento: se tira da mare, basta poco per spostare l’onda sonora verso ovest.

Al Comune si chiederà tolleranza, ma il confronto si prospetta difficile, dato che fu proprio l’assessore Spadoni a proporre – ottenendo risposte negative – di abbassare di un ulteriore 20% il limite di decibel imposto dalla legge.

Non piace nemmeno la disparità di trattamento a vantaggio di manifestazioni estive (Notte Bianca, Maremoto…) che ogni anno ottengono deroghe sulla musica, pretendendo invece dagli stabilimenti sul lungomare il silenzio a partire dall’una.

L’ultimo strappo riguarda infine i controlli sui decibel fatti effettuare a loro spese dai rappresentanti della Madrugada. Azione che non avrebbe però raccolto la disponibilità di diversi ‘contestatori’, non disponibili ad aprire ai tecnici le porte delle loro abitazioni.

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