GROTTAMMARE – Anche a Grottammare si parla di temi nazionali come emergenza immigrazione, rifugiati e asilo. A tal proposito il 15 giugno è stato firmato il Protocollo di Intesa dal Comune di Grottammare insieme all’Associazione umanitaria “Medici contro la tortura” e alla Cooperativa nuova ricerca agenzia Res.

“Il protocollo -come ha affermato l’assessore Mariani- è l’atto conclusivo del progetto Sprar. Avevamo bisogno di metterlo nero su bianco. Speriamo sia di esempio anche per gli altri enti.” Il progetto si occupa di assistenza, cure mediche e psicologiche rivolte a richiedenti asilo e alle vittime di tortura.

Le parole del Sindaco Piergallini: “La Città di Grottammare dimostra di sentirsi parte del mondo con questo progetto. Il protocollo, prima che politicamente, è umanamente significativo. Attualmente il concetto di accoglienza è stato più volte aggredito in modo disumano. Grottammare, invece, abbraccia una politica di accoglienza sana e grazie al progetto Sprar ci auguriamo che i cittadini siano più sensibili e partecipativi a temi come l’immigrazione e la tortura”.

È dal 1999 che l’Associazione Medici contro la tortura garantisce sostegno, ascolto e cure ai rifugiati. “Non c’è un metodo scientifico dell’accoglienza –spiega Emanuela Fabbretti, operatrice dell’associazione- ma decidiamo sul momento il da farsi, guardando in faccia la persona. Cerchiamo di rassicurarli e ascoltarli.”

Il progetto Sprar ospita 31 migranti che sono coinvolti in corsi di inserimento al lavoro e anche in attività di volontariato come la pulizia delle spiagge, grazie all’impegno della cooperativa Res che gestisce il servizio.

Da non dimenticare l’appuntamento del 20 giugno in Piazza Kursaal, a partire dalle 21, nel quale sarà celebrato “La giornata mondiale del rifugiato”. In serata anche la proiezione del documentario “Hotel House”.

 

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