TERAMO – Picchiato da un commando di 4 uomini prima di venire freddato da Arjan Ziu con tre colpi di pistola. E’ la ricostruzione dell’omicidio di Roberto Tizi, ucciso nella serata di domenica 7 giugno a Martinsicuro.

I particolari dell’indagine sono emersi questa mattina a Teramo durante la conferenza stampa tenuta dal procuratore Antonio Guerriero, dal sostituto Bruno Auriemma e dal colonnello dei carabinieri Giovanni Tosti e dal maggiore Nazario Giuliani, a capo del nucleo operativo provinciale.

Nella giornata di giovedi 11 giugno erano stati arrestati tre parenti di Arjan Ziu. Si tratta del fratello Mikele Ziu di 52 anni e dei nipoti Toni e Rudi, di 18 e 24 anni. Ad incastrarli sarebbero state alcune testimonianze e le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona.

Stando alla ricostruzione dei fatti degli inquirenti, Arjan Ziu sarebbe stato picchiato da Tizi in un bar, davanti ad altre persone. Un affronto da vendicare al più presto. Così l’omicida ha chiesto aiuto ai suoi familiari. I quattro hanno atteso che Tizi tornasse a casa per picchiarlo. Durante il pestaggio, Arjan Ziu avrebbe aperto il fuoco freddando Tizi con tre colpi di pistola (uno alla tempia, uno alla mascella e l’altro all’addome). I tre parenti di Ziu sono accusati di concorso in omicidio aggravato da futili motivi e si trovano ora rinchiusi nel carcere di Castrogno. Per l’autopsia sul corpo di Roberto Tizi bisognerà attendere ancora (forse sabato 12 giugno).

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