In queste torride settimane le bellezze del Piceno hanno incontrato il mondo all’Expo Milano 2015. E c’ero anche io (non tanto in qualità di bellezza, ma come relatrice dei cooking show). Il primo grazie va al Consorzio dei Vini Piceni, che ha scelto di raccontarsi non solo attraverso le emozioni del vino, ma anche attraverso la cucina dei grandi chef del territorio e la passione di alcuni produttori d’eccellenza. Sei chef (Aurelio Damiani, Daniele Maurizi Citeroni, Enrico Mazzaroni, Sabrina Tuzi, Vittorio Cameli, Francesco Conti), sei cooking show al giorno con sei degustazioni di vino guidate e un’enoteca sempre aperta per gli assaggi. Così, sotto le Cupole Lov It di Copagri, proprio sotto l’Albero della Vita, dal 29 maggio al 4 giugno, ho visto cose che voi umani….

Ho visto un team di persone che ha fatto sistema. Che ha lavorato sodo, scherzato, (sudato) e collaborato nel rispetto dei ruoli di ognuno, con l’unico scopo di promuovere le nostre denominazioni vinicole e il Piceno.

Ho visto oltre 1300 persone di tutte le nazionalità alternarsi nel nostro laboratorio creativo. Ho visto nei loro occhi l’interesse e l’attenzione nel seguire le spiegazioni; in molti casi ho visto la loro gratitudine per aver fatto assaggiare loro qualcosa di nuovo, di buono e offerto con una sana genuinità.

Ho visto due star della TV coreana sorprendersi per l’assaggio del Pecorino in abbinamento alla parmigiana di alici dello chef Vittorio Cameli.

Ho visto persone alzarsi in standing ovation per il coniglio di porchetta di Sabrina Tuzi in abbinamento con la Passerina.

Ho visto chef del calibro di Aurelio Damiani (Trattoria Damiani&Rossi) e di Daniele Maurizi Citeroni (Osteria Ophis) aiutarsi l’un l’altro dietro i fornelli; lavorando in sintonia, con il sorriso sulle labbra, li ho visti sfornare oltre 500 piatti al giorno in uno spazio di pochi metri quadri.

Ho visto Sigismondo Gaetani lavorare come uno dei migliori Digital Pr per raccontare in diretta le emozioni di ogni singolo momento. L’ho visto, per un attimo, anche lasciar perdere le belle donne.

Ho visto le lacrime di emozione di Enrico Mazzaroni (Ristorante Il Tiglio) mentre spiegava uno dei suoi piatti del cuore. E ho visto persone tornare indietro dopo qualche ora con il navigatore alla mano per farsi spiegare dove si trovasse di preciso Montemonaco.

Ho visto persone alzarsi per stringere la mano a Daniele Citeroni per i suoi paccheri con crema di piselli e cialda di pecorino dei Sibillini. Ho sentito applausi che non finivano più per il panino con lo sgombro marinato di Vittorio Cameli (Bistrot Kursal).

Ho visto arrivare frotte di visitatori attirati dal profumo dello spaghetto Mancini con alici e tartufo nero del maestro Aurelio Damiani e li ho visti aspettare oltre un’ora per avere l’opportunità di assaggiarlo.

Ho visto un intero padiglione brindare all’accoglienza del Piceno con la Passerina spumantizzata. Ho visto persone tornare ogni sera perché innamorate del Rosso Piceno. Ho scritto personalmente sulle agende di un gruppo d’importatori i nomi delle nostre denominazioni e il sito web del Consorzio Vini Piceni.

Ho visto blogger entusiasti che ci hanno seguito per giorni e hanno indicato i nostri cooking show tra le dici cose da fare a Expo Milano.

Ho visto parte dei nostri giornalisti arrivare a Milano per seguire quello che stava facendo il Consorzio Vini Piceni. L’ho visti sedere al caldo per tante ore per ascoltarci. E li ho visti restate con noi anche se conoscevano ormai a memoria ogni spiegazione.

Ho sentito la mia voce dire “Signori, benvenuti nel Piceno…” almeno sei volte al giorno. E ho sentito i miei colleghi (Alice Curatola e Stefano Tulli) tradurre le mie spiegazioni con grande professionalità in inglese, francese e spagnolo.

Ho visto un sommelier (Filippo Lanciotti, FIS Marche) rischiare di morire dal caldo pur di servire uno ad uno i nostri ospiti con un’eleganza composta. L’ho visto dividersi tra la cucina dei cooking show, l’enoteca e il magazzino con una pazienza preziosa.

 
Ho visto il Presidente del Consorzio Vini Piceni, Angela Velenosi, servire e spiegare personalmente i vini dei consorziati al pubblico con la grinta e l’amore di una padrona di casa d’eccezione. Ho poi letto i suoi messaggi d’incoraggiamento e di congratulazioni che arrivavano, in tempo reale, nonostante il lavoro l’avesse portata dall’altra parte del mondo.

Ho visto la Dott.ssa Cristiana Martellini (Dirigente Servizio Agricoltura della Regione Marche) e il Dott. Raimondo Orsetti (Dirigente Servizio Attività Produttive, Lavoro, Turismo, Cultura e Internazionalizzazione della Regione Marche), il Presidente nazionale della Capagri, Franco Verrascina, sedere più volte nella nostra cucina con i loro ospiti e complimentarsi con noi.

Ho visto il Presidente della Copragri Marche, Giovanni Bernardini, lavorare al nostro fianco, sostenerci, aiutarci con la nobiltà d’animo che appartiene a ogni grande presidente.

Ho visto un territorio fatto di produttori capaci e caparbi come i vini che rappresentano. Ho visto Dirigenti regionali, Associazioni di categoria, stampa, chef e produttori parlare insieme dei propri punti di vista seduti di fronte a un calice di vino piceno.

Ho visto tanti campanili venire giù. Ho visto la forza dell’unione.

Ho visto un Piceno che c’era… e che ci sarà.

Questo è il lavoro che ogni Consorzio di tutela dovrebbe fare.

Questo è Expo.

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