SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non c’è pace per Peppe Giorgini, di nuovo in bilico e con un piede fuori dal consiglio regionale. La vicenda sta assumendo contorni surreali per via di complessi meccanismi elettorali che rischiano ancora una volta di beffare l’esponente del Movimento Cinque Stelle.

La questione è complicata e per questo motivo va spiegata passo per passo. Innanzitutto va specificato che il caos è figlio di una norma elettorale del 2010 e non delle modifiche adottate alla vigilia del voto: “Al candidato presidente che arriva secondo – dice la legge – è riservato l’ultimo posto spettante alla minoranza”. L’ultimo posto va pertanto ricercato nella circoscrizione di Ascoli Piceno, la più debole per via del “resto più basso”, a fronte del “quoziente pieno” riservato alle altre province.

Peccato però che questa fotografia facesse riferimento ad un’altra era politica, quando il bipolarismo tra Pd e Pdl sembrava indissolubile. Nessuno all’epoca poteva immaginare l’avvento dei grillini, capaci invece nel 2015 di scavalcare il governatore uscente Gian Mario Spacca.

Lo stesso Spacca, sicuro di non scendere sotto la seconda posizione (che garantisce in automatico un seggio al candidato presidente) non si era contemporaneamente presentato nel collegio anconetano, al contrario di Gianni Maggi che, temendo la medaglia di bronzo, si era comunque premunito con la candidatura a priori in consiglio regionale. Risultato: Spacca fuori, Maggi dentro.

Ed è questa doppia chance a mantenere viva la speranza di Giorgini. Se infatti Maggi rientrasse come candidato presidente, il sambenedettese sarebbe definitivamente fuori dai giochi. Discorso opposto se optasse per il seggio che gli spetta da candidato consigliere nella provincia di Ancona, che libererebbe il posto a Giorgini.

Maggi, da parte sua, ha già annunciato di non voler scippare la poltrona al rappresentante del sud delle Marche. Ma non basta: l‘ufficio elettorale del capoluogo regionale, composto da tre magistrati, si riunirà la settimana prossima e formulerà un’interpretazione in seguito all’acquisizione dei verbali delle varie circoscrizioni. La parola passerà infine alla Corte d’Appello, che stilerà definitivamente l’elenco degli eletti.

Da osservare che il discorso sarebbe già chiuso se ad arrivare secondo fosse stato Spacca. L’ex presidente oggi sarebbe consigliere regionale a scapito di Giorgini, senza possibilità di contrattare.

E’ assurdo che dopo due giorni non si riesca a sapere se uno è eletto o meno”, commenta Giorgini. “E’ destino che non debba sapere di che morte morire. Per me non è importante mettere il sedere sulla sedia, ma non si può tenere in bilico una persona per tutto questo tempo. Mi dispiace per il Piceno, non tanto per me. Non devo fare carriera, ho 60 anni. Maggi in ogni caso mi ha riconfermato che sono eletto”.

IL RETROSCENA L’ennesimo colpo di scena di mercoledì ha spinto i Cinque Stelle di San Benedetto a ritirare in fretta e furia un comunicato stampa nel quale si festeggiava l’elezione di Giorgini. Qui si rilevavano i risultati del Movimento nel Piceno, con i picchi di Monsapolo (27,37%), Monteprandone (25,5%), Spinetoli (24,6%), Grottammare (21,89%) e San Benedetto (22,6%).

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 2.293 volte, 1 oggi)