SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giorgia Meloni sceglie il Piceno per la chiusura della campagna elettorale. Il comizio finale ad Ascoli Piceno viene preceduto dalla tappa sambenedettese, con la visita della presidente nazionale di Fratelli d’Italia ai rappresentanti della marineria: “Siamo stati a parlare con loro, i pescatori sono massacrati da norme europee che non tengono minimamente conto della specificità dei nostri mari e della nostra pesca”.

In quasi venti minuti di intervento, cronometrati dalla stessa Meloni per scongiurare ritardi ed accavallamenti, l’ex ministro pone al centro i principi dell’identità e dell’orgoglio. “Non ci rendiamo conto del valore della nostra nazione – dice – siamo troppo abituati a vedere il bello e la straordinarietà. Non investiamo sul nostro orgoglio. Poi è normale che non siamo nemmeno in grado di difendere due militari che da due anni in piena violazione del diritto internazionale sono detenuti presso una nazione straniera”.

Al fianco di Francesco Acquaroli, candidato presidente di Fdi e Lega, la Meloni rivendica la coerenza della propria lista: “Nelle Marche abbiamo fatto una scelta coraggiosa, non ci siamo piegati ad una delle tante sinistre che si presentano a queste elezioni. E’ curioso questo congresso interno al Pd. Hanno governato tutti insieme per vent’anni, adesso hanno litigato e fanno finta di fare uno il centrodestra e l’altro il centrosinistra. Un partito di lotta e uno di governo, ma sempre di sinistra sono, anche se uno dei due viene stranamente sostenuto da una Forza Italia ormai allo sbando. Noi non ci prestiamo a questo gioco. Ceriscioli è del Pd, Spacca è del Pd, noi col Pd non ci alleeremo mai. Non abbiamo sostenuto il governo Letta, non abbiamo sostenuto il governo Renzi e non abbiamo fatto i patti del Nazareno”.

Sul tema immigrazione, la presidente non può sorvolare sulla recente tragedia di Roma. “C’è una grande simbologia attorno a quello che è accaduto. La vittima dell’incidente causato da un’auto che sfrecciava a 180 all’ora era una cittadina filippina regolare. Lavorava, pagava le tasse. La sinistra radical chic non capisce che l’immigrazione clandestina colpisce maggiormente le periferie e gli immigrati perbene. Il motivo per cui a certa sinistra piace tanto l’immigrazione incontrollata è che certe cooperative rosse ci mangiano sopra. Il problema è però pure dell’Europa, non può essere affrontato solo dall’Italia. E se c’è un Paese che non può dire di no alle quote di ridistribuzione dei richiedenti asilo è la Francia, visto che il casino in Libia lo hanno creato loro con quello scemo di Sarkozy”.

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