DAL SETTIMANALE RIVIERA OGGI N. 1034 IN EDICOLA da sabato 23 maggio

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il campionato è finito male e solo da pochissimo. Ma è già tempo di consuntivi e anche di piccoli e grandi rivincite. La più velenosa quella dell’ex tecnico Mosconi che aveva  in qualche modo previsto quanto sarebbe accaduto: “ Valim e Di Paola furono ceduti contro la mia volontà, a settembre volevo prendere Esposito del Chieti che sarebbe venuto volentieri ma non fu possibile. Se mi davano retta altro che play off”.
Si disse che Di Paola era incompatibile con Tozzi Borsoi mentre Esposito dopo Samb-Chieti mi confermò quello che sta dicendo lei ma anche che furono i dirigenti del Chieti a non volerlo cedere.
“Non credo perché Di Paola e Valim furono ceduti per motivi economici. Devo anche dire che mi ero accorto della fragilità difensiva. Fui io a provare lo spostamento di Vallorani da terzino a centrale difensivo, il risultato fu ottimo, ma solo tuo fratello Pino si complimentò per la mossa. Visti i tanti gol presi dopo, credo che il campionato si sia perso per la difesa”.
Ma anche con lei i gol subiti non mancavano…
“È vero e per questo motivo, senza rinforzi adeguati nel reparto, cercavo di rimediare facendo arrivare il pallone meno possibile nella nostra area, attaccando sempre e comunque”.
Tattica che poi si rivelò un limite perché, cercando la vittoria ad ogni costo, si sono persi per strada punti che poi si sarebbero rivelati utili, vedi Samb-Campobasso che è riconosciuta da tutti la più bella partita ma anche una specie di harakiri per la ricerca ossessiva del terzo gol dopo il 2-2. I molisani ne approfittarono e la Samb fece zero punti. Stessa cosa è successa a Chieti dove la ricerca ossessiva dei tre punti costò una brutta sconfitta. Nel calcio quando gira male (vedi errore di Fulop con il Campobasso) è giusto e saggio accontentarsi del male minore…
“Non credo di poterti contraddire ma serve anche sapere che la dirigenza voleva da me solo vittorie ed io mi sentivo con il cappio al collo. Nel senso che ogni pareggio veniva addebitato a miei errori, insomma per loro dovevo sempre vincere. Aspetto che dall’esterno, lo capisco, non poteva essere percepito”
Quindi con Di Paola e Valim o con Esposito, adesso staremmo a festeggiare invece che a piangere sul… latte versato?
“Sul secondo posto, visto il cammino della Maceratese, ci avrei messo la mano sul fuoco”.
Ma in conclusione… a parte un allenatore migliore, cos’altro manca a San Benedetto per poter tornare tra i professionisti?
“Innanzitutto c’è una gran confusione di ruoli che non ha fatto bene nemmeno nel torneo scorso. Vorrei ricordare che io ho perso 4 volte in 50 partite, una in Eccellenza e tre in serie D. Dopo si è fatta collezione di sconfitte, anche pesanti”.
Il riferimento a Paolucci è palese…
“Io credo che il rendimento di un allenatore si vede dai risultati, i suoi sono stati peggiori dei miei e mi fa strano che quelli di Noi Samb che, volendo il bene della Samb, mi tenevano il fiato sulle spalle, non abbiano detto una parola su chi mi ha sostituito.  Mi appare tutto incredibile. Tieni conto anche che la mia situazione economica è ancora in stand by”.
Nonostante Bucci?
“Di Manolo Bucci, che ritengo una persona serissima, non posso che parlar bene, degli altri due no”.
Non è che è l’amarezza a farla parlare così?
“No, a parte l’aspetto strettamente calcistico che è comunque opinabile, ho le prove di quello che dico. Sono veramente deluso da persone che prima stimavo”.

Per correttezza devo dire che, per principio, non pubblichiamo interviste di allenatori esonerati o di calciatori ceduti o di ex dirigenti per non turbare l’ambiente durante il campionato, tanto è vero che uno dei motivi che hanno impedito il ritorno di Mosconi è stata forse un intervista rilasciata a VeraTv  e poi riportata sulla pagina locale di un quotidiano.
Un grave errore dell’ex tecnico rossoblu anche perché lo avevo avvertito in una chiacchierata precedente nella quale mi disse più o meno le cose dette a VeraTv che io tenni per me.
Gli consigliai di non rilasciare interviste a chi poi le pubblica perché, a volte, i malumori è meglio tenerli dentro perché tutto si può aggiustare e anche che la rabbia è sempre una cattiva consigliera.
La sua telefonata è arrivata oggi, a pallone fermo e a  tre mesi dal ritorno in campo.

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