SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel marzo scorso alcuni abitanti della zona di via della Liberazione, il tratto di Statale su cui si affaccia, tra gli altri edifici, villa Brancadoro, avevano presentato un esposto in Comune per segnalare il presunto pericolo per la salute pubblica derivante dal possibile inquinamento elettromagnetico prodotto dai tralicci della linea elettrica che alimenta la rete ferroviaria.

L’esposto si riferisce all’elettrodotto di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana, “gemello” di quello di via Bianchi che fu oggetto nel 2009 di monitoraggio e che alimenta anch’esso la sottostazione di via Piemonte. L’elettrodotto costeggia la linea ferroviaria fino all’altezza del fosso Acquachiara e poi curva seguendo il corso del torrente inoltrandosi verso le colline.

In effetti in molti punti, soprattutto in corrispondenza di via Mantegazza, è veramente molto vicino alle abitazioni. Per questo il Comune, tramite il Servizio di tutela ambientale e l’omologa articolazione della Polizia Municipale, ha subito chiesto all’Arpam, l’agenzia regionale competente in materia, di avere elementi utili a verificare la fondatezza della segnalazione.

Il 19 maggio scorso l’Arpam ha risposto specificando che l’impianto in questione è stato oggetto già nel novembre 2013 di monitoraggio “da cui si evince – si legge nella lettera – che i livelli di induzione magnetica risultano molto inferiori al valore di attenzione”.

I valori di attenzione sono, secondo la legge, quelli che vanno applicati, allo scopo di tutelare le persone da possibili effetti a lungo termine, nelle aree di gioco per l’infanzia, negli ambienti abitativi, scolastici e nei luoghi adibiti a permanenze non inferiori alle quattro ore giornaliere.

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