Hc Monteprandone-Lions Teramo 28-27

Monteprandone: Bolla 9, Ceccarelli, Cani, An. Mucci, Coccia 7, Bisirri 1, Al. Mucci 3, De Cugni, Poletti 5, Marucci, Chiolerio, Khouaja 3, Luisi. All.: Vultaggio.

Lions Teramo: Di Giulio 4, Marano 12, Rossi, Toppi 3, Luongo, Bellia 2, Pompilii, Alessandrini, Di Sabatino 2, Ciutti, Angelini 4, Del Sordo. All.: Fonti.

NOTA: parziale primo tempo, 9-12.

MONTEPRANDONE – Finale col botto per Monteprandone che sgambetta la vicecapolista Lions Teramo. Tanti i punti che dividono le due squadre in classifica, ma sul campo non si vedono. Sarà pure che coach Andrea Vultaggio stravince la partita della tattica, eppure davanti aveva un certo Marcello Fonti, mica uno qualunque. Ma gli abruzzesi si ritrovano di fronte i terribili giovanotti celesti, cresciuti e nemmeno poco nell’arco di una stagione.

Pronti, via e partita equilibrata. Con tanto agonismo e ne fanno le spese Marucci e Cani che a fine primo tempo subiscono entrambi il rosso al termine di una scaramuccia scaturita da un’azione di gioco. Nonostante la doppia squalifica Monteprandone sale in cattedra, grazie a un monumentale Khouaja. Il classe ’99 trascinare per sessanta minuti i compagni, difendendo alla grande e bloccando molte iniziative dei rivali. Teramo non riesce a organizzare gioco e spesso si affida a soluzioni casuali. Invece di qua Khouaja è coadiuvato da Bolla e Poletti, anche loro in stato di grazia. E così l’Handball infila a ripetizione i teramani da destra, coi Lions che non leggono mai nel modo giusto le azioni né tantomeno adottano le giuste contromisure.

Gara in bilico fino all’ultimo, quando Monteprandone, rimasta con appena quattro giocatori sul parquet del Colle Gioioso, va sotto di tre gol (21-24) ma decide di vincere lo stesso. E stavolta a fare la differenza ci pensa, insieme a Bolla, Alfredo Mucci, autore di finale di stagione in crescendo. Morale: parziale di 7-3 per i celesti e tredicesima vittoria stagionale. Nonostante le tre ammonizioni, le nove esclusioni, le due squalifiche e i dieci rigori subiti. Ma quando c’è il gruppo passa tutto in secondo piano.

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