GROTTAMMARE – Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco di Grottammare Enrico Piergallini in risposta al consigliere di minoranza Lorenzo Vesperini.

Ma quale ammanco di bilancio? Vesperini come Nerone preferirebbe che la città bruciasse per affermare la propria ambizione e la propria distorta visione della realtà.

Mi dispiace per il consigliere, ma i conti di Grottammare stanno bene e, soprattutto, non sono una questione di opinione. Nel suo comunicato commette imprecisioni, spara cifre a caso, compie goffe manovre di disinformazione, offende. Tralasciamo le parole scomposte che riserva senza rispetto a questa amministrazione – tanto ormai siamo abituati ai suoi approcci poco civili – e concentriamoci sulle questioni concrete.

L’avanzo di amministrazione di oltre tre milioni di euro è un dato oggettivo e certificato. Qui la malafede di Vesperini arriva persino ad eliminare alcune parole fondamentali. Dice, infatti, che nell’avanzo sono presenti 1.424.128,55 di “fondi di dubbia esigibilità”. E’ questo un tentativo penoso di disinformazione: si tratta infatti del “fondo svalutazione crediti di dubbia esigibilità”, ovvero un fondo accantonato in questi anni, a costo di difficili risparmi, per avere un paracadute di sicurezza nel caso il comune non riuscisse a riscuotere crediti da alcuni suoi debitori. Fondo che non a caso rappresenta un avanzo…

Il secondo tentativo di depistaggio è più grave: il consigliere parla di un “ammanco di 3.500.000 euro”… se così fosse saremmo nei guai! Si tratta più semplicemente del cosiddetto “disavanzo tecnico”, una voce generata dal passaggio alla nuova contabilità, passaggio che tutti i comuni si trovano obbligatoriamente ad affrontare. Si tratta infatti di un fondo che il comune dovrà costituire nei prossimi trent’anni, accantonando circa 30.000 euro l’anno, ovvero lo 0.2 per cento delle spese correnti, come avevamo già comunicato nella precedente nota stampa. E’ questo un adempimento di legge a partire dal 2015 per consentire ai comuni italiani di avere dei salvadanai di emergenza nel caso le entrate fossero minori del previsto.

Continua poi l‘irrazionale crociata di Vesperini contro la cultura, sparando la cifra di 651.527,60 euro come spesa gravante sul bilancio di quel settore. Vesperini, sbadatamente o scientemente non sappiamo, omette di dire che quella cifra desunta dal conto consuntivo 2014 non solo comprende anche i settori Sport e Turismo (e fino a prova contraria Grottammare è una città turistica…), ma che include altresì le spese per il personale, le utenze e persino gli interessi sui mutui contratti nei decenni passati per i lavori di costruzione e manutenzione di svariate strutture comunali: teatro, palestra, bocciodromo, campo sportivo, biblioteca, ecc. Le spese discrezionali e realmente sostenute per la cultura e l’accoglienza sono purtroppo notevolmente inferiori: circa 160.000 euro, ovvero l’1,06 del bilancio…

Infine, la spesa definita “eccessiva” per i carburanti è invece assolutamente proporzionata ai quasi 50 mezzi posseduti dal comune. Grottammare, infatti, non ha esternalizzato alcuni servizi fondamentali che vengono ancora oggi erogati con personale e mezzi propri. Per avere un’idea basti pensare ai chilometri macinati dai nostri scuolabus, oppure dalle ruspe e dai trattori che sistemano la spiaggia, movimentano la terra e decespugliano le strade e poi le volanti dei vigili urbani, i tanti mezzi a disposizione delle manutenzioni e della protezione civile: un patrimonio che purtroppo sta invecchiando, ma che è ancora molto prezioso per lo svolgimento dei servizi comunali.

Insomma la strategia di Vesperini è la solita: fare dell’allarmismo sensazionalistico, sperando che cittadini restino storditi. In realtà colleziona una serie di grossi buchi nell’acqua come, ad esempio, la clamorosa “bomba ecologica” alla foce del Tesino… Essa, si è dimostrato poi, non era altro che qualche chilo di rifiuti di plastica mescolato ai residui trasportati dal fiume. Insomma è ora che Vesperini impari a non offendere l’intelligenza dei cittadini: i grottammaresi hanno dimostrato più volte di saper distinguere le “bufale” dai dati reali e dai fatti concreti.

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