MONTEPRANDONE – C’ era una volta, a Monteprandone, una piccola rassegna musicale chiamata Cose Pop che, con il passare degli anni, ha acquisito una rilevanza sempre maggiore. Il nome è rimasto immutato ma numerosi aspetti dalla prima edizione sono cambiati. A raccontarci le tappe salienti di questa manifestazione è l’ assessore Federico Aragrande che in un’ intervista rilasciata a Riviera Oggi ha colto entusiasticamente l’ occasione di presentarci questa sesta edizione.

Come nasce Cose Pop?

“Cose Pop nasce nel 2010 grazie ai ragazzi della consulta giovanile. L’ idea era quella di dar vita ad una rassegna musicale che, accendendo i riflettori su gruppi talentuosi ma non ancora troppo conosciuti, rendesse popolare ciò che artisticamente poteva essere considerato di qualità. Non solo intrattenimento dunque ma anche cultura”

L’ esperimento di far esibire i gruppi emergenti è riuscito?

“Assolutamente si. La realizzazione di Cose Pop ha generato un filone di eventi, sostenuti e finanziati dal Comune, che permettessero ai giovani di esibirsi. Da menzionare, tra questi, il 17 Festival e Pink Rabbits che in maniera ammirevole continuano a dar lustro alle piccole realtà musicali”

Siete partiti con Dente e A Toys Orchestra per poi ospitare nelle edizioni successive Nobraino, Paolo Benvegnù, Nada, Zen Circus. Cos’ è successo in seguito?

“È successo che nel 2013 abbiamo invitato i Marlene Kuntz che in quella occasione hanno attirato in Piazza dell’ Unità ben 4000 spettatori. Da quel momento abbiamo iniziato a ragionare in maniera nuova acquisendo la consapevolezza in base alla quale rischiando un po’ di più saremmo potuti crescere ulteriormente. Vedere persone provenienti da altre regioni, qualcuno addirittura dalla Valle D’ Aosta, ci ha indotto a pensare che l’ idea di far acquisire a Cose Pop una rilevanza non più locale ma nazionale non era poi così impossibile. Attirare più gente a Monteprandone grazie ad artisti conosciuti in tutta Italia sarebbe stato, inoltre, un valido modo per promuovere il nostro territorio”

Adottare questa nuova consapevolezza ha significato per Cose Pop giocare una mano vincente?

“Si. Lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di proseguire in questa nostra crescita ospitando gli Afterhours, una delle band rock più conosciute e seguite in Italia. È stato bellissimo poter organizzare la quinta edizione con un gruppo così importante e che ha portato qui tantissima gente. Piccola curiosità è che quello degli Afterhours è stato il primo evento nella storia di Monteprandone a prevedere la presenza di un biglietto, a costo comunque contenuto, di ingresso. Come accade in tutte le altre realtà, locali e non, tale operazione risulta necessaria nel momento in cui si decide di puntare veramente in alto”

A proposito di puntare in alto quest’ anno la rassegna ha deciso di “esagerare” chiamando sul palco Mannarino e Negrita. Successo assicurato?

“Apertura e chiusura col botto. Mannarino, che si esibirà il 23 luglio, è uno dei pochi che sotto il profilo popolare riesce davvero a riempire le piazze. Ha uno stile particolare, semplice, accattivante e arriva a tutti. I Negrita invece saliranno sul palco il 18 agosto. Loro sono travolgenti e rappresentano il vero animo rock della rassegna. Siamo molto orgogliosi per la scelta di questi artisti che, sono sicuro, incarnano l’ essenza di Cose Pop. Il Comune, supportato da First Managmen, Opero e 17 Festival, non poteva chiedere di più”

Ambizioni future?

“Nel mondo globalizzato i confini esistono solo nella nostra testa. Proprio per questo motivo il sogno di Cose Pop è quello di selezionare ed ospitare anche artisti di fama internazionale. Non ci resta dunque che consolidare il festival e gettare i semi giusti. Per un piccolo Comune come il nostro sarebbe davvero importante. Ho già pensato a qualche nome ma preferisco non rivelarlo al momento”

A proposito di artisti internazionali, circola voce in base alla quale quest’ anno Cose Pop potrebbe riservare una piccola sorpresa. È vero?

“Non è escluso che possa esserci una terza data ma per ora tutto resta top secret”

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