Dal numero 1032 di Riviera Oggi, in edicola.

Le qualità personali si arrendono di fronte ai regolamenti. E si sa che per i Cinque Stelle i regolamenti sono sacri. Purtroppo però lasciano fuori le migliori risorse oltre che a livellare tutti i casi allo stesso gradino di responsabilità.

Ne sa qualcosa Riego Gambini, in primissima fila fino a pochi mesi fa ed ora scomparso dai radar grillini per via di una norma che non consente ad esponenti che hanno mollato un incarico di tentare una ulteriore esperienza.

La clausola è stata chiaramente pensata per quei furbetti che, una volta eletti, migrano da un partito all’altro finendo così col tradire il mandato elettorale. Ma in questo modo pagano pure gli onesti, come lo stesso Gambini sottolineò il giorno della sua esclusione dalla lista per le Regionali. “Per colpa del peccatore paga il giusto. Mollai la carica di consigliere comunale per seri motivi personali. Sono d’accordo sulla regola, non sull’applicazione. Se colpisce in maniera indiscriminata non è corretto”.

I Cinque Stelle scontano l’assenza di reali coordinatori sul territorio, che potrebbero monitorare le singole questioni. Succede invece che queste vengano interpretate in maniera univoca da un regolamento imposto dall’alto che non distingue il parlamentare dal consigliere comunale, l’esponente della grande metropoli da quello del piccolo borgo, l’abbandono per giusta causa dall’opportunismo cronico. Anche la politica ‘virtuale’ mostra qualche pecca…

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