SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutto regolare. L’Agcom “assolve” l’amministrazione comunale, che il 10 aprile scorso aveva organizzato presso la Sala Consiliare del Municipio l’appuntamento “La città che cambia volto”.

L’incontro era finalizzato ad illustrare le opere e i progetti realizzati negli ultimi quattro anni dalla giunta Gaspari e quelli in fase di ultimazione.

Immediatamente, sia il Movimento Cinque Stelle che Rifondazione Comunista avevano allertato l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ritenendo quell’evento illegittimo visto l’avvicinarsi delle consultazioni regionali.

Va detto che proprio Gaspari, in apertura di intervento, aveva informato i presenti di aver chiesto lumi alla Prefettura e al Ministero dell’Interno. Entrambi avevano replicato che la scadenza per quel tipo di iniziative sarebbe scattata il 16 aprile.

Tesi ribadita oggi dall’Agcom: “Secondo l’interpretazione fin ad ora avallata da questa Autorità, ed in forza del combinato disposto dell’articolo 3 della legge del 1968 e dell’articolo 18 del Dpr 570/1960, il divieto sancito dalla disposizione citata ha inizio, nel caso di elezioni amministrative, il quarantecinquesimo giorno precedente la data fissata per la consultazione elettorale. Pertanto, poiché il ministero dell’Interno con decreto in data 19 marzo 2015 ha fissato la data del voto per il 31 maggio, la campagna elettorale per le elezioni regionali e comunali ha avuto inizio il 16 aprile e a partire da tale data ha trovato applicazione il divieto sancito dall’articolo 9 della legge 28 del 2000”.

La sopracitata legge del 2000 impone pertanto che “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

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