SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le opinioni sono legittime. Le bugie, le possono dire – serialmente – solo i bambini. Siamo costretti a intervenire nuovamente in maniera pubblica sulla querelle alla quale ci ha costretto, con un comportamento stupefacente e anti-democratico, il sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari, reo di offese ripetute e documentate, e di una selezione della stampa locale (sono sue parole) tra giornalisti “meritevoli” e “non meritevoli”.

Nel merito di quanto è accaduto stiamo attendendo la risposta scritta dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche e abbiamo avvertito anche l’Ordine dei Giornalisti nazionale e i consiglieri marchigiani dell’Ordine dei Giornalisti nazionale.

Dicevamo, siamo costretti a dissotterrare la serie di e-mail private e a dare una risposta pubblica perché se il gioco è sporco, non possiamo subirlo: se ci si espone candidamente e la controparte intorbida la verità, il candido perde. Ma asserire ciò che non risulta vero in maniera scritta e coinvolgere in queste dichiarazioni il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche e l’Ufficio Stampa del Comune di San Benedetto, ci costringe a puntualizzare e formalizzare pubblicamente che quanto scritto dal sindaco non corrisponde – per l’ennesima volta – alla verità documentata. Grave.

La lettera al presidente dell’Odg Marche Gattafoni contiene diverse inesattezze ma preferiamo sorvolare in questa sede per concentrarci su alcune sue considerazioni che non è sbagliato definire bugie: infatti il sindaco mette nero su bianco di non aver mai negato a nessuno un appuntamento, si spinge a scrivere che la sua porta è aperta a tutti e che Riviera Oggi, se desidera un colloquio, non ha che da chiedere un appuntamento alla sua segreteria. Sembra incredibile, ma lo ha scritto davvero.

Queste le parole espresse dal sindaco in apertura dell’ultima volta che accettò un invito in trasmissione da parte di RivieraOggi.it (27 maggio 2011, due giorni prima del ballottaggio con il quale fu rieletto sindaco), minuto 3:50 del video allegato: “Buongiorno a tutti, mi unisco agli auguri di questo compleanno particolare per RivieraOggi.it (10 anni, ndr) che sicuramente è un punto di riferimento per quanti intendono informarsi sulla vita politico-amministrativa del nostro territorio e non solo“.

Dopo l’estate, sulla base di tale manifestata e reciproca cordialità, invitammo il sindaco a tornare in trasmissione. L’addetto stampa del Comune ci disse che gli inviti di questo genere dovevano essere inoltrati alla segreteria del sindaco con lettera da presentare al protocollo. Procedura inusuale che però, nostro malgrado, accettammo, protocollando la richiesta per una trasmissione in diretta. La lettera non ricevette mai risposta. Brutto segnale anche a livello istituzionale.

Nei mesi successivi chiedemmo ai sette candidati sindaco del 2011 di far conoscere ai cittadini da dove provenivano i fondi per le spese elettorali e come erano stati impiegati. Pur con talune resistenze, abbiamo pubblicato i dati per sei dei sette candidati, tranne quelli del sindaco eletto che non ha mai fornito alcuna comunicazione al riguardo, nonostante avesse promesso, sempre in quella trasmissione, che dopo pochi giorni tutto sarebbe stato pubblicato on line. Nonostante numerose richieste, Gaspari si è rifiutato di rispondere a Riviera Oggi.

Il 12 gennaio 2013 durante una conferenza stampa il sindaco, che da anni rifiutava l’invito di RivieraOggi, fu informalmente invitato ma affermò che “non mi piacciono i circhi“.

Sempre nell’inverno 2012-13 un giornalista di RivieraOggi – insieme ad altri colleghi che possono testimoniare – fu lasciato fuori dalla porta dell’ufficio del sindaco mentre fu fatta entrare per una intervista una giornalista (di quella televisione della quale oggi Gaspari si lamenta nelle lettere inviate a Gattafoni) con la scusante che doveva realizzare un servizio video, nonostante anche il giornalista di Riviera Oggi avesse una videocamera a disposizione. Era presente, anche stavolta, l’addetto stampa del sindaco che potrà testimoniare, oltre ad altri colleghi.

Il sindaco inoltre ha ricevuto diversi messaggi privati per un colloquio chiarificatore, e degli inviti pubblici sempre per venire in trasmissione. Non ha mai risposto.

Eppure con i giornalisti “meritevoli” il sindaco manda comunicazione con Whatsapp, altro che burocrazia.

Alla luce degli ultimi eventi, inoltre, non abbiamo bisogno di un “colloquio” con Gaspari, che è evento privato e non collegato con la vicenda: abbiamo il bisogno del ripristino della legalità nei rapporti con stampa e cittadini, e dunque di una chiara e scritta presa di posizione dell’Ordine dei Giornalisti e di una chiara e scritta richiesta di scuse per l’errore commesso da parte di Gaspari. Se ciò non avverrà proseguiremo in tutte le sedi opportune e già in parte allertate.

Non è una questione che riguarda Riviera Oggi ma una questione che riguarda i principi stessi della democrazia.

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