SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si inizia con una Samb arrembante e gagliarda come non si vedeva nell’oramai celebre primo tempo col Campobasso, quando la formazione dell’allora allenatore Mosconi deliziò il pubblico di casa per poi soccombere nel finale e, nel giro di una settimana, perdere anche a Chieti e subire l’esonero del mister. Paolucci ridisegna ancora lo schema di gioco con un ispirato Padovani che fa coppia al centro dell’attacco con Tozzi Borsoi: l’intuizione consente sia a Tozzi Borsoi di non avere il peso di tutti i difensori ospiti addosso, che ai due esterni di centrocampo – con spiccate doti offensive – Napolano e D’Angelo, di agire come tali senza la necessità di accentrarsi per supportare l’unica punta.

Il centrocampo ne risente parzialmente grazie al grande lavoro di Paulis e soprattutto del jolly Baldinini, che rimpiazza Carteri e dà il massimo anche in questa posizione inedita. I primi venti minuti sono da spettacolo, però senza il meritato gol, con la formazione rossoblu che gira a tutta. E il pubblico di casa, “costretto” a dissotterrare l’ascia dello sciopero del tifo per la presenza di circa 800 tifosi ospiti giunti al Riviera per festeggiare la promozione, torna ad incitare e ad applaudire i suoi beniamini.

Il primo tempo poi si avvia su un equilibrio sostanziale, con due squadre che cercano di attaccare ma la Samb risulta meno incisiva dell’avvio, anche se il sostegno del pubblico di casa non cessa e sovrasta lungamente quello ospite (immaginare a parti inverse, l’Helvia Recina non sarebbe bastato a contenere i supporters rossoblu…).

La ripresa inizia sulla stessa lunghezza d’onda, fino al gol di Tozzi Borsoi, grazie ad un rigore procurato da D’Angelo. Poi la Maceratese reagisce alla grande, complice la stanchezza di alcuni uomini rossoblu (Padovani, ad esempio), al doppio cambio della coppia centrale (un ingenuo errore di comunicazione per Borghetti, poi anche Pepe per infortunio) che costringe Paolucci a inventare la linea difensiva che capitola per palese assenza di assestamento. Quando Napolano è costretto ad uscire per crampi la gara sembra segnata: tre sostituzioni obbligate del genere (i due centrali e l’uomo di riferimento) sono abbastanza rare.

Purtroppo il finale di gara avrebbe meritato un’altra Samb, non “deformata” da sostituzioni obbligate e da uomini costretti a rendere la metà rispetto al primo tempo (crampi per D’Angelo, Tozzi Borsoi, Baldinini e pure Padovani), per avere almeno la soddisfazione di battere la formazione di mister Magi, mai sconfitta fino ad oggi (primato nazionale). Ma vale almeno questa partita per una riappacificazione tra squadra e tifosi, necessaria per affrontare i play off con la dovuta concretezza. Le nubi societarie affolleranno l’estate, ma se ci fosse una piccola speranza di approdare tra i professionisti con gli spareggi finali, peccato mortale sarebbe non approfittarne.

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