SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Questo il link per chi vuole leggersi l’articolo per intero: http://www.linkiesta.it/futuro-e-dei-giornali-locali-open-talk-ugo-savoia-martino-cervo

Ecco alcune mie considerazioni (in neretto stralci dell’articolo):

«Se punta sulla qualità, il giornalismo locale ha la strada spianata», per qualità io intendo più la credibilità, la verità e il coraggio, piuttosto che la forma. La strada è ‘spianatissima’.

 Se il giornalismo ha un futuro, ce l’ha partendo dal locale – dice -. Se abiti a Milano o a Roma, le cose che succedono le puoi leggere anche sui giornali nazionali. Ma se abiti a Biassono, le cose o le leggi sul cartaceo o sul sito della testata locale o non te le dice nessuno. Non puoi prescindere da un’informazione locale ben fatta», giusto.

«Se il futuro sarà del giornalismo locale?  Se mi mandano un video di un inseguimento, come faccio a capire chi è il cattivo e chi è il buono?», appunto: una metafora per dire che ogni articolo, o quasi, va commentato, spiegato e giudicato. Anche dal lettore, perché no?

«Si sono moltiplicate le occasioni di contatto e commento. L’importante è che devi sempre verificare», verificare e non solo. Far discutere tra loro i lettori e le risposte del direttore per far capire meglio, sono altri aspetti indispensabili. L’importante è far avvicinare il lettore alla verità, tenendo conto che essa non è mai assoluta. Aggiungerei che il tutto si può ottenere con giornalisti editori, con giornalisti dipendenti è praticamente impossibile. Proprio qualche giorno fa l’Ordine dei giornalisti ha ricordato che “i giornalisti devono stare attenti a quello che scrivono, se non vogliono essere licenziati”.

Oggi «… un articolo su un piccolo fatto di provincia può essere letto da tutto il mondo». Ovvio e importantissimo.

Per questo motivo invito chi vuole contribuire veramente alla crescita dell’informazione a sciogliere innanzitutto i legacci che possono condizionarli e ricordarsi sempre il motivo per cui i giornali sono stati ‘inventati’. Cioè per informare correttamente ma principalmente per fare i guardiani e le sentinelle del potere, politico e non. Per conto dei cittadini. Cittadini da molto, troppo tempo, lasciati troppo soli da giornali e giornalisti (quasi tutti) portati a sopravvivere ad ogni costo, diventando schiavi del potere.

Ci piacerebbe che il nostro fine (quello di ‘liberare i cittadini, le città, da un tipo di comunicazione oggi portata a non rompere le scatole ai potenti e a tirare a “campare”) diventi lo stesso per chi vuole impegnarsi in un mestiere che è diverso da tutti gli altri. Oggi in molti lo considerano un mestiere per guadagnare e basta, sempre e comunque. Come tutti gli altri. Non è così.

Insomma è sacrosanto il titolo dell’articolo di Linkiesta e per questo l’ho trasferito di sana pianta su questo mio DisAppunto. Importante anche questo passaggio: «La realtà è però fatta di una concorrenza che si è fatta sempre maggiore, nonostante i soldi che girano siano sempre di meno», perché mi ricorda che nella vita i grandi traguardi si raggiungono solo con grandi sacrifici. È quello che noi di Riviera Oggi stiamo facendo. Se altre testate usassero lo stesso nostro metro, il traguardo diventerebbe più raggiungibile e anche più vicino.

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