SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non posso negare che ci siano degli imbarazzi”. Pasqualino Piunti ammette il disagio per la strana alleanza con Marche 2020, che vedrà Forza Italia correre al fianco di Gian Mario Spacca alle prossime elezioni regionali.

Una decisione arrivata da Roma, che ha letteralmente bypassato i territori. “L’accordo è stato raggiunto sui tavoli nazionali – dice il consigliere comunale – non è un fatto isolato, è accaduto anche nel 2000, 2005 e 2010. Nessuno ci ha interpellato”.

Nemici fino all’altro ieri, berlusconiani e governatore hanno siglato un patto elettorale in opposizione al Pd, che a sua volta rinnega il presidente uscente. “Giungono dei mugugni su questa decisione”, riconosce Piunti. “Il ragionamento di Forza Italia è stato machiavellico: il fine giustifica i mezzi. Si è percepita la possibilità di correre per la vittoria sfruttando la rottura nel centrosinistra. Purtroppo però questo percorso invece di unire noi e inglobare un pezzo importante dei democratici, ha diviso anche il centrodestra. La Lega andrà da sola, Fratelli d’Italia idem e noi ci ritroviamo solo con Marche 2020 e Area Popolare. Non nego che la nuova lettura dell’accordo ci mette in difficoltà”.

Cosa non le va giù?

“Mi chiedo come potrò riproporre questa strategia a livello comunale. Cosa succederà nel 2016? La lista di Spacca come si comporterà? Quale sarà il progetto? Per Gaspari San Benedetto è un albergo a ore, per me è al contrario un hotel a cinque stelle. Avrei voluto che venisse in città a spiegarci la situazione, siamo la quinta realtà delle Marche. Se quest’alleanza ha valore trimestrale non mi interessa. Se dietro c’è un discorso ad ampio raggio è diverso. Per me è fondamentale salvaguardare e riunire tutte le sigle del centrodestra. Poi i valori aggiunti ben vengano. Ma non siamo funzionali esclusivamente ad una tornata elettorale”.

Sarà difficile convincere l’elettorato berlusconiano…

“A breve si riunirà il gruppo consiliare. Si deciderà la linea e si ufficializzeranno i nomi dei candidati. Se individueremo una figura di San Benedetto è normale che faremo confluire tutte le preferenze su questa persona. E’ pertanto evidente che per un militante è complicato accettare questa situazione. Saremo alleati di Marche 2020 ma non di Fratelli d’Italia e Lega. E’ un’anomalia e dovremo farla comprendere. Sarei disonesto se dicessi che tutto va bene”.

Si lanci in un pronostico. A quanto si attesterà Forza Italia?

“Non lo so, sinceramente. Di sicuro, qualora non toccassimo la doppia cifra sarebbe un fallimento”.

Qualcuno avrebbe preferito perdere con dignità, evitando di stringere patti col nemico.

“Capisco chi la pensa così. Ma io non mi fascio la testa prima di rompermela. Voglio gareggiare. Se diamo la sconfitta per certa a priori e inutile giocare. Intanto vediamo come andrà”.

Nemmeno un mese fa, il partito sambenedettese contestò la gestione Spacca su diversi temi. A partire dal ruolo dell’Aeroporto di Falconara. Come la mettiamo?

“L’argomento è stato approfondito dal nostro capogruppo Gabrielli. Certo, da una parte Bruno era perplesso sulla resa dell’aeroporto, mentre nel programma elettorale Spacca annuncia che intende potenziarlo.

Per non parlare delle vicende della sanità e dello stoccaggio del gas.

“Le nostre critiche degli ultimi dieci anni rimangono agli atti e le ribadisco in pieno. L’attenzione per la sanità picena non è assolutamente paragonabile per quella riservata al nord delle Marche. L’ospedale unico è stato nominato solo per celare altre magagne. Riguardo al gas, la Regione dapprima ebbe un comportamento ponziopilatista e successivamente, a ridosso delle varie elezioni, si smosse qualcosa”.

Anche Gaspari nel frattempo sembra aver cambiato opinione su Spacca.

“Stendiamo un velo pietoso, ormai non si stupisce più nessuno. Parla a gettone, come il juke box. Quando contestavamo Spacca, lui dichiarava che aveva fatto tanto per San Benedetto, non c’è coerenza”.

Ha affermato che nel 2010, pur non boicottandolo, non si sforzò troppo per far eleggere Luca Vignoli in Regione. Stavolta si impegnerà maggiormente?

“Sono cambiati i contesti, completamente. Cinque anni fa il caso Gabrielli aveva generato una situazione esplosiva. La mancata candidatura, svanita in extremis, causò una spaccatura interna al Pdl. Non c’era più la volontà comune di convogliare i voti su una singola persona. I miei li riversai su Luca, pur non stracciandomi le vesti, ma a questo giro, se individueremo un sambenedettese, lo sosterremo in pieno”.

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