MATELICA – A voler essere maligni, si potrebbe dire che per la Samb – ormai – è meglio giocare fuori. Le similitudini – rispetto alla gara col Chieti – sono diverse, ma la reazione del secondo tempo porta a riflettere su quanto pesino i silenzi e i fischi del Riviera, per una squadra che ha più volte dimostrato di vivere secondo il ritmo e il battito della propria curva. I due gol in due minuti (oltre a palesare i limiti del Matelica) evidenziano ancora una volta come i problemi dei rossoblu – più che tecnici – sono tattici e mentali.

Nel primo tempo i rossoblu non l’hanno vista quasi mai, surclassati tatticamente dalla squadra di casa. Il Matelica gioca con un 4-3-1-2 spurio, completamente decentrato a sinistra, con Iacchetti – seconda punta – che gioca praticamente da attaccante esterno, pronto ad allargare la difesa e creare superiorità nell’uno contro uno. Insieme a lui, Moretti (mezzala destra) e Mandorino (trequartista) si allargano spesso, per mettere in inferiorità numerica Baldinini e Napolano.

La chiave della partita è questa: invece di puntare sulla fascia debole dei rossoblu (la destra, dove ci sono gli under Viti e Emili) i biancorossi spingono sul lato teoricamente forte, ed è lì che vincono il primo tempo. Invece di difendersi da Napolano, i padroni di casa lo attaccano, costringendo lui e Baldinini ad arretrare (molto) il loro raggio d’azione.

I rossoblu – che sfogano le ripartenze solo su Napolano e Tozzi Borsoi – non ripartono più: il fantasista è sempre circondato di avversari, a 70 metri dalla porta; Tozzi Borsoi è sempre spalle alla porta, coperto da due, tre avversari. Il primo tempo si gioca tutto lì, ma i rossoblu subiscono gol su due errori tecnici: sulla rete di Ambrosini, al 21′, Borghetti sbaglia a salire sul fuorigioco; al 42′ la punizione di Mandorino trova l’intervento goffo di Fulop, ma la punizione scaturisce da un’azione sulla fascia di Napolano-Baldinini.

I rossoblu avrebbero modo e opportunità, per ripartire, dato che sulla destra c’è il solo Corazzi, a presidiare la fascia. Con più aggressività da parte di Viti ed Emili, la Samb avrebbe a disposizione vaste praterie, per ripartire, ma non ci prova mai.

Nella ripresa Paolucci mischia ulteriormente le carte, stavolta nel modo giusto. L’avanzamento di Baldinini permette alla Samb di avere uno sfogo anche sulla destra, e l’impianto offensivo del Matelica – attaccare per difendersi – salta in aria. Complice il crollo fisico dei padroni di casa, la Samb inizia lentamente a fare gioco, e – dopo 30 minuti interlocutori – riescono a reagire con forza.

Due giocate riuscite, due gol: al 73′ Tozzi Borsoi si libera del diretto avversario e serve un bellissimo filtrante per D’Angelo, che si inserisce alle spalle dei difensori e appoggia una invitante palla per Carteri, che anticipa tutti e mette in rete; al 75′ Padovani brucia la difesa del Matelica in contropiede e la mette sul palo lontano, dove Spitoni non può arrivare.

Da lì in poi, la partita diventa inspiegabile e divertentissima: capovolgimenti di fronte da una parte all’altra, e occasioni per entrambe le squadre, ma nulla di fatto. Da una parte, Spitoni fa la parata della settimana su Napolano; dall’altra, Fulop viene graziato da Ambrosini; nel mezzo, solo tanta confusione e falli tattici – quello di Carteri, diffidato, peserà tantissimo.

La sfida con la Maceratese è svuotata di ogni significato, ma può far capire se la Samb è quella del primo o del secondo tempo.

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